Cenni Storici e culturali sulle carte da gioco

Storia, aneddoti... di ieri e di oggi.
Salvi83
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07/03/2017, 22:24

Salve a tutti ragazzi, apro questo topic per condividere il frutto (abbastanza casuale) di questa ricerca da me fatta qualche giorno fa su Ettore, il mio eroe mitologico preferito, e che mi ha condotto alle carte da gioco e che spero possa esservi utile magari per la presentazione di qualche effetto, così come per intrattenere il pubblico o anche solo per curiosità personale.

Pare infatti che Ettore, l'eroe troiano morto per mano di Achille mentre difendeva la sua città dalle truppe achee, altri non sia che il personaggio raffigurato dal fante di picche.
Le figure delle carte da gioco voglio rappresentare in maniera equivalente personaggi biblici, mitologici, cristiani e di epoca romana.
Includo qua di seguito una breve lista delle figure e del corrispettivo personaggio e, in alcuni casi, alcune brevi note biografiche che potrebbero essere usate per intrattenere il pubblico o anche per presentare certi effetti.

Re di picche: Davide, secondo re d´Israele. Succeduto a Saul, Primo re di Israele, era di origine umile (Faceva il pastore di pecore), ma si dimostrò un valente guerriero e condottiero. Famoso per aver sconfitto con una fionda il gigante Golia, fu noto anche come compositore di musica e liriche (diversi canti del libro dei salmi sono stati scritti da lui).
Re di cuori: Alessandro Magno, re di macedonia. Forse il più grande. condottiero della storia. Successore di Filippo II sconfisse i grandi nemici persiani e creò un impero vastissimo che arrivava fino alla valle dell'indo. Morì giovanissimo, all'età di 33 anni, per cause ancora sconosciute. Alla morte il regno venne diviso fra i suoi generali, ma non giunse mai allo splendore raggiunto sotto Alessandro.
Re di quadri: Giulio Cesare, primo imperatore (dittatore?) di Roma. Grande condottiero, opportunista, spietato, fu ucciso a pugnalate dai suoi senatori, tra cui anche il caro bruto (anche tu Bruto figlio mio?), ma questa storia la conosciamo...
Re di fiori: Carlo Magno, il barbaro che si ispiro´ al modello dell´impero romano per creare il suo impero di fede cattolica. Fu Re dei Franchi e dei Longobardi, nonche´imperatore del Sacro Romano Impero.

Regina di Picche: Atena figlia di Zeus, dea della sapienza, della saggezza, della tessitura e delle arti. Abile combattente e protettrice di giovani eroi, è però sorprendentemente immune al fascino maschile e alle frecce dell'amore scagliate da Eros.
Regina di cuori: Rachele, personaggio biblico, moglie di Giacobbe. Inizialmente sterile, fu poi benedetta con il concepimento di due figli: Beniamino e Giuseppe. Giuseppe diventerà una figura di primo piano nella storia della nazione di Israele.
Regina di quadri: Argine, forse storpiature di arteria, principessa di Argo.
Regina di fiori: Giuditta, eroina del popolo ebraico, le sue gesta si trovano nell'omonimo libro, incluso nelle bibbie cattoliche e ortodosse, ma considerato spurio e quindi non inspirato e non canonico da molte confessioni religiose.

Fante di picche: Ettore, eroe troiano figlio di Priamo, re di Troia. Conosciuto per il suo coraggio e il suo valore, trovò la morte sul campo di battaglia per mano di Achille, furente nei confronti di Ettore reo d'aver ucciso il suo amico (e forse qualcosa di più) Patroclo. Achille non ebbe nessun rispetto neppure per le spoglie del nemico, in quanto lego´ il suo cadavere al carro e lo trascino´ in lungo e in largo in segno di sfregio all´esercito troiano.
Fante di cuori: Etienne de Vignoles, condottiero francese durante la guerra dei cent´anni.
Fante di quadri: Uggero il danese, personaggio leggendario, schiavo-vassallo di Carlo Magno. Pare che nella guerra contro i saraceni abbia ucciso un gigante.
Fante di fiori: Giuda Maccabeo, eroe della ribellione ebraica contro Antioco IV, sovrano di Siria e dell´area palestinese.

Ora passiamo ai semi, che come ben sappiamo sono quattro: quadri, cuori, picche e fiori.

I quadri (ori in altre versioni) indicavano per l'appunto il denaro, mentre i cuori (o coppe) la chiesa, le picche (spade) indicavano la nobiltà´ e i fiori (bastoni) il potere politico.
In Germania i semi sono ghiande, foglie, fiori e Campanelli.

Per queste ricerche mi sono basato su wikipedia e sull´introduzione del primo Card College di Giobbi.
Ultima modifica di Salvi83 il 07/03/2017, 22:54, modificato 2 volte in totale.
-Francesco-

DePa
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07/03/2017, 22:52

Lo leggo tranquillamente! :)

DePa
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07/03/2017, 23:00

Da telefono non so perché, ma ha postato la stessa risposta al post con cui volevo verificare se funzionasse tutto e non riesco ad editare il post precedente

Grazie per la ricerca! É davvero davvero interessante! Per il Re di Quadri/Cesare quindi l'ascia rivolta verso la testa potrebbe essere una rappresentazione delle pugnalate alle spalle?

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The Matt
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08/03/2017, 10:31

Off-Topic :
Spostato in "Storia della magia"... lo so, è un po'arbitrario, ma è lì che abbiamo altri topic simili a questo ;)
"Last night I shot an elephant in my pajamas, and how he got in my pajamas I'll never know" - Groucho Marx

Salvi83
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08/03/2017, 11:33

Ok no problem! :mrgreen:
-Francesco-

Salvi83
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09/03/2017, 16:46

DePa ha scritto:
07/03/2017, 23:00

Grazie per la ricerca! É davvero davvero interessante! Per il Re di Quadri/Cesare quindi l'ascia rivolta verso la testa potrebbe essere una rappresentazione delle pugnalate alle spalle?
Mi spiace su questo non posso risponderti perché non ne ho la più pallida idea! :? Pero´considera che nel tempo la raffigurazione delle carte si e´ evoluta parecchio.
-Francesco-

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Sardosono
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04/05/2017, 20:56

Aggiungo anche io le poche informazioni in mio possesso.

Ovviamente l'invenzione delle carte da gioco è successiva a quella della carta derivata "da stracci" avvenuta in Cina, quindi non prima del II secolo A.D. Ma verosimilmente bisogna aspettare la successiva invenzione del cartoncino, ottenuto dalla sovrapposizione per incollaggio di strati multipli di carta; invenzione che non fu immediata ma della quale abbiamo ancor meno certezza di data della carta semplice. Sicuramente, però, le carte da gioco arrivarono in Europa molto tempo dopo, quando già erano ben diffuse in Cina, Corea e Giappone, dove però erano molto probabilmente limitate ai soli ambienti benestanti dato l'alto costo di produzione, rigorosamente a mano.

Per quanto concerne l'Europa, non risulta che ci siano citazioni letterarie delle carte da gioco precedenti alle citazioni legislative che ne regolamentano o addirittura proibiscono l'uso, che risalgono agli inizi del 1300; da ciò possiamo dedurre che a tale data le carte fossero già diffuse, ma comunque non da troppo tempo, se ipotizziamo ragionevolmente che le prime proibizioni non abbiano tardato a giungere. Seguendo dunque la scia cronologica delle proibizioni e regolamentazioni per l'Europa, possiamo farci un'idea del percorso della loro diffusione, che risulterebbe pertanto essere all'incirca: 1) penisola iberica; 2) Francia, Svizzera e penisola italica; 3) centro Europa; 4) Gran Bretagna e resto d'Europa. In base a questi riscontri legislativi possiamo ragionevolmente desumere che la diffusione fu molto rapida e durò meno di mezzo secolo, dopo di che le carte da gioco avevano ormai preso piede in tutta l'Europa.

Cosa determinò il loro rapido diffondersi? Anche su questo non abbiamo fonti specifiche né citazioni letterarie che chiariscano il fenomeno, ma l'unica risposta sensata è che essa andò di pari passo con la diffusione della macchina da stampa! E sì, perché Gutemberg non inventò affatto la macchina da stampa, neppure i caratteri mobili e nemmeno quelli in metallo (tutte cose inventate in Cina quasi mille anni prima e giunte in Europa a partire dal XII/XIII secolo): la genialità di Gutemberg (o meglio del suo gruppo, perché non fu idea di un singolo) consistette nell'invenzione del punzone in metallo da usare come matrice per la fusione dei caratteri mobili in piombo e fu questo a rivoluzionare la stampa.

Insomma, quando verso la metà del 1200 cominciò a diffondersi la macchina da stampa che veniva usata per decorare i tessuti, parallelamente qualcuno (rimasto alla storia e a noi assolutamente ignoto) pensò bene di impiegare lo stesso procedimento per stampare su carta robusta (cartoncino) le carte da gioco, le quali fino ad allora erano certamente già note da qualche tempo (giunte dall'oriente attraverso i paesi arabi), ma altrettanto certamente esse erano anche molto costose, essendo prodotte artigianalmente a mano, ancora alla maniera orientale di Cina, Corea e Giappone. Fu dunque la produzione a basso costo che determinò il rapido diffondersi delle carte da gioco.

Una ulteriore riduzione del costo di produzione giunse intorno al 1400, con la diffusione della xilografia, applicata ancora una volta prima di tutto alla stampa sui tessuti e subito dopo anche alle carte da gioco, e da quel momento le carte invadono letteralmente l'Europa a tutti i livelli sociali.

Un'ultima considerazione, che secondo me viene spesso ignorata nelle ricostruzioni della storia delle carte: esse furono inventate in Cina e successivamente "importate" in Europa per le cosiddette vie d'oriente (Turchia, Egitto, ecc.), ma è evidente che, a seguito della profonda innovazione tecnologica che se ne fece in Europa, vi fu anche una riesportazione in senso inverso. Per esempio, i mazzi da 52 carte dei Mamelucchi egiziani del 1400 sono chiaramente di derivazione europea, quindi sostenere come su Wikipedia che furono loro a portare le carte in Europa è, a mio avviso, una ipotesi non solo priva di riscontro ma in netto contrasto con le pur poche ma chiare evidenze che abbiamo (nonché anche molto ingenua, dato che le prime proibizioni spagnole risalgono a oltre un secolo prima, e questo da solo basta ad etichettare tale ipotesi come infondata).

PS
Anche in Italia, fino a non molti decenni addietro, esisteva la tassa dei monopoli di stato sulle carte da gioco, il cui sigillo di esazione era stampato sull'asso di cuori. Fu in vigore, con varie modificazioni, per oltre cento anni, istituita con regio decreto nel 1862 ed abolita con decreto presidenziale nel 1973. In precedenza, nel Regno di Sardegna la tassa esisteva già da molto tempo, ma veniva imposta in altro modo, ossia mediante una maggiorazione del costo della carta apposita per la produzione delle carte, venduta direttamente dallo stato sardo. Come si vede, in meno di un anno dall'unità d'Italia si provvedette a trasferire ed estendere all'intero nuovo regno tutte le varie tasse e balzelli, comprese le tassettine come questa sulle carte da gioco; ma già che c'erano colsero l'occasione per semplificare il metodo di imposizione, adottando il sistema asburgico del bollo sull'asso di cuori, già in uso nel Regno delle due Sicilie e nel Granducato di Toscana!!! :roll:
Ultima modifica di Sardosono il 04/05/2017, 21:08, modificato 1 volta in totale.
Antonello

The real secret to magic lies in the performance - David Copperfield

dani magic
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04/05/2017, 21:07

Wow Antonello non posso fare altro che ammirare la tua vastissima cultura, ma come fai a sapere tantissime cose inerenti alla storia letteratura ecc...
Molto interessante il riscontro con le varie legislature per quanto concerne il proibizionismo delle carte.
Grazie per quasta tua cindivisione
"Creare e comprendere un effetto magico è una scienza. Eseguirlo è un'arte" (Roberto Giobbi)
Canale YouTube: https://m.youtube.com/channel/UCKXTZz6OpwsZgYqWQgvoxsw

Filippo1984
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01/09/2017, 15:42

Grazie a tutti, ho fatto davvero una bella lettura.

Dark.Uriel
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01/05/2018, 9:35

Sardosono ha scritto:
04/05/2017, 20:56
Aggiungo anche io le poche informazioni in mio possesso.

Ovviamente l'invenzione delle carte da gioco è successiva a quella della carta derivata "da stracci" avvenuta in Cina, quindi non prima del II secolo A.D. Ma verosimilmente bisogna aspettare la successiva invenzione del cartoncino, ottenuto dalla sovrapposizione per incollaggio di strati multipli di carta; invenzione che non fu immediata ma della quale abbiamo ancor meno certezza di data della carta semplice. Sicuramente, però, le carte da gioco arrivarono in Europa molto tempo dopo, quando già erano ben diffuse in Cina, Corea e Giappone, dove però erano molto probabilmente limitate ai soli ambienti benestanti dato l'alto costo di produzione, rigorosamente a mano.

Per quanto concerne l'Europa, non risulta che ci siano citazioni letterarie delle carte da gioco precedenti alle citazioni legislative che ne regolamentano o addirittura proibiscono l'uso, che risalgono agli inizi del 1300; da ciò possiamo dedurre che a tale data le carte fossero già diffuse, ma comunque non da troppo tempo, se ipotizziamo ragionevolmente che le prime proibizioni non abbiano tardato a giungere. Seguendo dunque la scia cronologica delle proibizioni e regolamentazioni per l'Europa, possiamo farci un'idea del percorso della loro diffusione, che risulterebbe pertanto essere all'incirca: 1) penisola iberica; 2) Francia, Svizzera e penisola italica; 3) centro Europa; 4) Gran Bretagna e resto d'Europa. In base a questi riscontri legislativi possiamo ragionevolmente desumere che la diffusione fu molto rapida e durò meno di mezzo secolo, dopo di che le carte da gioco avevano ormai preso piede in tutta l'Europa.

Cosa determinò il loro rapido diffondersi? Anche su questo non abbiamo fonti specifiche né citazioni letterarie che chiariscano il fenomeno, ma l'unica risposta sensata è che essa andò di pari passo con la diffusione della macchina da stampa! E sì, perché Gutemberg non inventò affatto la macchina da stampa, neppure i caratteri mobili e nemmeno quelli in metallo (tutte cose inventate in Cina quasi mille anni prima e giunte in Europa a partire dal XII/XIII secolo): la genialità di Gutemberg (o meglio del suo gruppo, perché non fu idea di un singolo) consistette nell'invenzione del punzone in metallo da usare come matrice per la fusione dei caratteri mobili in piombo e fu questo a rivoluzionare la stampa.

Insomma, quando verso la metà del 1200 cominciò a diffondersi la macchina da stampa che veniva usata per decorare i tessuti, parallelamente qualcuno (rimasto alla storia e a noi assolutamente ignoto) pensò bene di impiegare lo stesso procedimento per stampare su carta robusta (cartoncino) le carte da gioco, le quali fino ad allora erano certamente già note da qualche tempo (giunte dall'oriente attraverso i paesi arabi), ma altrettanto certamente esse erano anche molto costose, essendo prodotte artigianalmente a mano, ancora alla maniera orientale di Cina, Corea e Giappone. Fu dunque la produzione a basso costo che determinò il rapido diffondersi delle carte da gioco.

Una ulteriore riduzione del costo di produzione giunse intorno al 1400, con la diffusione della xilografia, applicata ancora una volta prima di tutto alla stampa sui tessuti e subito dopo anche alle carte da gioco, e da quel momento le carte invadono letteralmente l'Europa a tutti i livelli sociali.

Un'ultima considerazione, che secondo me viene spesso ignorata nelle ricostruzioni della storia delle carte: esse furono inventate in Cina e successivamente "importate" in Europa per le cosiddette vie d'oriente (Turchia, Egitto, ecc.), ma è evidente che, a seguito della profonda innovazione tecnologica che se ne fece in Europa, vi fu anche una riesportazione in senso inverso. Per esempio, i mazzi da 52 carte dei Mamelucchi egiziani del 1400 sono chiaramente di derivazione europea, quindi sostenere come su Wikipedia che furono loro a portare le carte in Europa è, a mio avviso, una ipotesi non solo priva di riscontro ma in netto contrasto con le pur poche ma chiare evidenze che abbiamo (nonché anche molto ingenua, dato che le prime proibizioni spagnole risalgono a oltre un secolo prima, e questo da solo basta ad etichettare tale ipotesi come infondata).

PS
Anche in Italia, fino a non molti decenni addietro, esisteva la tassa dei monopoli di stato sulle carte da gioco, il cui sigillo di esazione era stampato sull'asso di cuori. Fu in vigore, con varie modificazioni, per oltre cento anni, istituita con regio decreto nel 1862 ed abolita con decreto presidenziale nel 1973. In precedenza, nel Regno di Sardegna la tassa esisteva già da molto tempo, ma veniva imposta in altro modo, ossia mediante una maggiorazione del costo della carta apposita per la produzione delle carte, venduta direttamente dallo stato sardo. Come si vede, in meno di un anno dall'unità d'Italia si provvedette a trasferire ed estendere all'intero nuovo regno tutte le varie tasse e balzelli, comprese le tassettine come questa sulle carte da gioco; ma già che c'erano colsero l'occasione per semplificare il metodo di imposizione, adottando il sistema asburgico del bollo sull'asso di cuori, già in uso nel Regno delle due Sicilie e nel Granducato di Toscana!!! :roll:
Ciao ... vista la tua vasta conoscenza della storia delle carte da gioco vorrei chiederti una cosa:
- ho ritrovato un mazzo di carte con impresso sull’asso di Cuori il timbro di cui tu riferisci, il timbro riporta a sinistra i numeri romani XIX - nel centro la figura della repubblica sociale italiana e a destra lire 5. Il mazzo è della Viassone Torino ma non riesco a datarlo ... tu mi sapresti dare indicazioni maggiori? Grazie mille - Barbara

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