Cosa ne pensate dei mazzi truccati?

gianluca210812
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18/07/2018, 19:57

Buonasera
Come da titolo, vorrei chiedervi quali sono le vostre opinioni riguardo ai mazzi svengali, invisibili etc. In particolare, li utilizzate mai in pubblico? Se si, come fate a cambiare mazzo senza creare sospetto negli spettatori?
Se per esempio state usando un mazxo normale, e poi decidete di fare un effetto con lo svengali, cone fate a cambiate il mazzo?
Grazie

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kbmagician
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18/07/2018, 20:09

ciao! ti dirò.. all'inizio usavo un sacco i mazzi truccati.. perché essendo spesso automatici ti danno quella serenità necessaria a esibirti e a concentrarti sulla storia più che sul tr**co in se.. poi avanzando con la conoscenza magica mi sono ritrovato ad amare i giochi in cui c'è molta abilità di mano, anche perché ciò mi consente di essere sempre pronto.. e di non dover uscire con 10 mazzi per fare 10 giochi... detto ciò quando mi esibisco.. li uso.. non vedo perché non dovrei.. non capisco quelli che dicono "no.. se usi i mazzi truccati allora non sei un vero mago ecc ecc" quei mazzi ti consentono di fare cose che non potresti mai fare con un mazzo normale o che richiederebbero decenni di studi.
per lo scambio dipende da che genere di esibizione stai facendo.. calcola che ci sono mazzi per cui il cambio è giustificato.. e altri per cui non lo è... mi spiego meglio... se tu fai 4 giochi con un bicycle normale, poi tiri fuori uno svengali, fai lo svengali lo riponi e ritiri fuori il mazzo normale non ha senso.. ma se ad esempio fai la stessa cosa con un CardToon allora tutto è giustificato perché quel mazzo è chiaramente diverso.. anche per il pubblico è normale, quel gioco lo puoi fare solo con quel mazzo. spero di essere stato chiaro :) ovviamente questa è solo la mia piccola esperienza e il mio parere

gianluca210812
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18/07/2018, 21:07

Sono perfettamente d'accordo! L'ideale sarebbe riuscire ad usarli insieme. Ad esempio si puo forzare la carta ripetuta nello svengali e farla apparire ad un numero scelto dallo spettatore!

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Sardosono
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18/07/2018, 22:45

Beh, dei mazzi "truccati" non so che dire, perché non sono neanche sicuro di cosa siano: si tratta per caso di carte sottoposte a qualche trattamento a base di fondo tinta, rossetto e matita per gli occhi?!... :D

Semmai posso esprimere quel che penso a proposito dei mazzi "speciali", questo sì: sono strumenti a disposizione dell'illusionista, come tanti altri, né più, né meno. Quindi non si vede perché mai ci si debba porre quesiti circa il loro impiego: sarebbe come chiedere ad un meccanico cosa ne pensa dei cacciaviti e non riesco proprio ad immaginare cosa potrebbe rispondere! :roll:

Comunque, a parte le facezie, mi è chiarissimo il senso assolutamente legittimo della tua domanda e a quello rispondo, senza girarci intorno e senza mezzi termini. Personalmente penso che chiunque possa trovare l'impiego di questi attrezzi in qualche modo "riduttivo" per il prestigiatore, non possa definirsi tale (anche se magari è convinto di esserlo), ma ai miei occhi appare soltanto un "fanatico", che ha scambiato l'illusionismo per qualcos'altro che esiste solo nella sua testa.

IMO come sempre, naturalmente! ;)
Antonello

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gianluca210812
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19/07/2018, 8:43

Grazie mille

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Maqo_Viper
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19/07/2018, 12:28

Ciao,

a mio parere i mazzi speciali - e più in generale le carte gaff e/o i gimmick) stanno ad una routine come il peperoncino sta a una ricetta. Aggiungi la giusta dose e ti darà una spinta in più; aggiungine troppo e uscirà fuori una roba immangiabile.

La polemica tra "automatico/tecnico", "preparato/impromptu", "speciale/preso in prestito" non ha comunque molto senso di essere: un prestigiatore completo deve padroneggiare tutte queste cose e i Maestri non si fanno imbarazzo ad utilizzare artifici di ogni tipo. Tanto per il pubblico non fa differenza, visto che può apprezzare solo l'effetto finale, ma non sa come viene realizzato.

Il vero problema, soprattutto per chi fa esibizioni "casarecce", è che salta sempre fuori qualcuno che vuole esaminare il mazzo, mentre i mazzi speciali - ad eccezione di quello conico, il cui utilizzo è tutto meno che semplice - non possono essere controllati. Roberto Giobbi ha scritto l'ottimo "L'arte dello scambio di mazzo", dove vengono forniti tutti i suggerimenti e le tecniche per essere in grado di sostituirlo. Al di là di questo, ci sono molti metodi che può immaginare tu stesso con un po' di fantasia. A me piace il sacchetto per scambi, che è un oggetto molto noto anche al pubblico e dà quel tocco di "magia da scena" che non guasta. Un altro sistema che ho usato con profitto è questo: a) la prima parte della routine con il mazzo speciale; b) poi lo rimetto nell'astuccio (e in tasca) dicendo che adesso servono delle carte più magiche ed eseguo qualcosa che richiede un mazzo palesemente speciale (tipo le Stolen Card o il mazzo arcobaleno); c) al termine, tiro fuori dalla tasca il mazzo, ovviamente scambiato, e si ricomincia.

Pace e bene.

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Sardosono
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19/07/2018, 13:22

Maqo_Viper ha scritto:
19/07/2018, 12:28
Il vero problema, soprattutto per chi fa esibizioni "casarecce", è che salta sempre fuori qualcuno che vuole esaminare il mazzo, mentre i mazzi speciali - ad eccezione di quello conico, il cui utilizzo è tutto meno che semplice - non possono essere controllati.
Certo, ma è comunque anche questo un falso problema (almeno per me), come mi sembra di aver già spiegato in qualche topic tempo addietro (almeno un anno). Senza stare ad esporre nuovamente il mio pensiero per intero, la sostanza è semplice:

Non ha alcuna importanza che l'attrezzatura sia esaminabile o meno, perché in nessun caso di deve riconoscere al pubblico (estraneo o meno che sia) IL DIRITTO di esaminare alcunché.

Anche se il mazzo di carte è assolutamente normale, o fossa anche un comunissimo pezzetto di spago, NON si deve MAI consentire a nessuno di esaminarlo a richiesta, perché altrimenti così facendo gli si riconoscerebbe il diritto di ispezionare TUTTO E SEMPRE, il che sarebbe follia.

Mi permetto di affermare che, secondo me, quando il pubblico, anche casereccio, ci chiede di verificare l'attrezzatura è sempre perché ha percepito la nostra "performance" come una SFIDA INTELLETTUALE, la qual cosa può avere solo due cause:
A) questo spettatore vive l'illusionismo come una sconfitta per il proprio ego
oppure
B) abbiamo sbagliato l'impostazione della presentazione che viene percepita come sfida intellettuale

Se il problema ci capita solo raramente, allora siamo nel caso A) e non possiamo farci nulla (a parte offrire una sessione di terapia gratuita al povero spettatore), ma comunque rimaniamo fermi nel negare ogni esame dell'attrezzatura.

Se invece il problema ci capita di frequente, beh allora siamo certi di trovarci nel caso B) ed è opportuno rivisitare a fondo il nostro modo di presentare gli effetti (e probabilmente anche il nostro modo di intendere e vivere l'illusionismo in quanto tale, ma il discorso è lungo e delicato).

Si badi bene che tutto questo NON significa affatto che non si faccia mai esaminare l'attrezzatura, anzi: significa invece che essa viene lasciata esaminare soltanto se e quando è il performer a concederlo di propria iniziativa, il che è tutto un altro paio di maniche, anche se al pubblico può sembrare la stessa cosa: e anche questo è illusionismo, illusionismo allo stato puro! 8-)
Antonello

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Lam
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19/07/2018, 15:11

Sardosono ha scritto:
18/07/2018, 22:45
Beh, dei mazzi "truccati" non so che dire, perché non sono neanche sicuro di cosa siano: si tratta per caso di carte sottoposte a qualche trattamento a base di fondo tinta, rossetto e matita per gli occhi?!... :D

Semmai posso esprimere quel che penso a proposito dei mazzi "speciali", questo sì: sono strumenti a disposizione dell'illusionista, come tanti altri, né più, né meno. Quindi non si vede perché mai ci si debba porre quesiti circa il loro impiego: sarebbe come chiedere ad un meccanico cosa ne pensa dei cacciaviti e non riesco proprio ad immaginare cosa potrebbe rispondere! :roll:

Comunque, a parte le facezie, mi è chiarissimo il senso assolutamente legittimo della tua domanda e a quello rispondo, senza girarci intorno e senza mezzi termini. Personalmente penso che chiunque possa trovare l'impiego di questi attrezzi in qualche modo "riduttivo" per il prestigiatore, non possa definirsi tale (anche se magari è convinto di esserlo), ma ai miei occhi appare soltanto un "fanatico", che ha scambiato l'illusionismo per qualcos'altro che esiste solo nella sua testa.

IMO come sempre, naturalmente! ;)
Come ci sono mancate queste perle di saggezza magica! Condivido a pieno la tua opinione anche se, nella mia modestissima e ancor breve "carriera" io raramente adopero mazzi o oggetti truccati, almeno nelle sessioni di close-up. Per due motivi. Il primo è che per ora ho trovato ben pochi "gimmick che si adattino al mio gusto artistico ed estetico (uno di questi è il divertentissimo "Klaus The Mouse" della card shark di cui a breve farò una recensione). Inoltre a mio parere è estremamente difficile rendere"personale" un mazzo truccato. Mi spiego (o almeno ci provo). A meno di un enorme lavoro di scrittura (routine e presentazione), un mazzo truccato resta uno sterile oggetto da mercatino, un giocordiale per bambini (proprio poco fa ne ho visto adoperare uno così). Perché? Perché forse siamo noi stessi a percepirlo come uno strumento meno magico e più meccanico. Pensiamo "Il mazzo è truccato, fa tutto lui". E così rischiamo di combinare un disastro.... infatti il gioco certo non si presenta da solo. Non a caso Eugene Burger, più o meno scherzosamente sosteneva che nessuno ormai, a parte Blackstone avesse il diritto di utilizzare l' Invisible Deck ( in quanto tutti copiavano la sua presentazione). Invece dovendo contare solo sulle proprie mani la soglia di attenzione alla fase del pre show è più alta si tende a prendere seriamente l' allenamento (tecnico e non). Ecco perché io non direi che sono contro l' utilizzo di mazzi truccati, ma semplicemente sono propensa a prendere parecchie precauzioni al riguardo e soprattutto a suggerire ai principianti (come del resto sono io) di non sottovalutarli assolutamente. In secondo luogo, mi piace essere sempre pronta ad eseguire gli effetti che preferisco e dunque non voglio vincolarmi a troppi attrezzi, per ora.
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Maqo_Viper
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19/07/2018, 18:09

Ciao Antonello,

sottoscrivo e condivido tutto il tuo intervento, con un'unica postilla.
Nella mia (scarsa) esperienza personale, soprattutto in ambito familiare, c'è un terzo tipo di spettatore: quello curioso, ossia colui che non ha percepito l'effetto come una sfida, si è divertito, ma muore dalla voglia di "sapere come si fa". In un contesto intimo, perché magari è un tuo stretto parente o caro amico, si sente in diritto (non per maleducazione, ma per eccesso di confidenza) a smanazzare tutto, senza neppure chiedere il permesso. Un'azione che lo spettatore in questione non ritiene offensiva o di sfida.
E' un'ipotesi per fortuna rara ed in verità, come giustamente sottolinei, con l'andare del tempo le cose migliorano, perché persino in un dilettante aumenta la presenza scenica e, quindi, quel senso di "riverenza" (se si può dire) negli spettatori che scoraggia questo tipo di atteggiamento. Però, per buona misura, a me piace - nei limiti del possibile - finire pulito. Ciò anche per affrontare lo spettatore da psicoanalizzare senza dovergli imporre divieti, ma anzi consegnandogli tranquillamente il tutto con il migliore dei sorrisi.

Pace e bene.

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Sardosono
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19/07/2018, 20:54

Lam ha scritto:
19/07/2018, 15:11
... forse siamo noi stessi a percepirlo come uno strumento meno magico e più meccanico. Pensiamo "Il mazzo è truccato, fa tutto lui". E così rischiamo di combinare un disastro.... infatti il gioco certo non si presenta da solo....

... Ecco perché io non direi che sono contro l' utilizzo di mazzi truccati, ma semplicemente sono propensa a prendere parecchie precauzioni al riguardo...
eh già... vi è saggezza nel tuo parlare... ;)

Il concetto di principiante lascia il tempo che trova, perché è troppo generico ed impalpabile per essere di qualche utilità. Se vogliamo impostare il discorso in modo rigoroso dal punto di vista strettamente propedeutico, io sarei dell'opinione che qualunque attrezzo più o meno speciale (nel senso che abbia funzionalità non note allo spettatore) dovrebbe essere conosciuto anche da subito da parte del "principiante" (va bene, chiamiamolo pure così), ma usato soltanto negli esercizi e assolutamente vietato, anzi bandito, nelle esibizioni fino a quando non si passa chiaramente dalla condizione di "esecutore" di effetti a quella di "performer", ossia di "attore/presentatore" di quegli effetti.

Su questo concetto probabilmente sarebbero tutti d'accordo, ma il problema è: quando è che questo salto di qualità avviene davvero? come riconoscerlo? chi è in grado di valutarlo? noi stessi? mmmmmm, ne dubito, perché se ce lo stiamo domandando vuol dire che non abbiamo l'esperienza necessaria per riconoscerlo.

Ci sono tanti che "esercitano" da anni e anni e che non si schiodano dall'essere esecutori; così come altri che sono "presentatori nati" e basta loro un breve rodaggio di pochi mesi, ma che per una umiltà malintesa non si sentono mai all'altezza. Quindi come fare?

Ci vorrebbe un tutor. Ma anche qui nasce un altro problema: come riconosciamo che un tutor è all'altezza del compito? Perché se ci affidiamo e diamo ascolto al tutor sbagliato ci roviniamo con le nostre stesse mani. Ad un principiante qualunque prestigiatore esperto apparire in grado, non è in grado di fare dei distinguo, considererà migliore quello che gli appare più bravo; ma in realtà sappiamo bene che il saper fare le cose non significa affatto saperle anche trasmettere come insegnante, e questo vale in ogni campo dell'agire umano.

OK, mi sono lasciato trasportare e sono andato oltre. Tornando al discorso iniziale circa lo stabilire il momento giusto per il principiante di usare o meno mazzi speciali, possiamo a mio avviso semplificare il discorso nel modo seguente (userò lo svengali come esempio, anche se è proprio uno di quelli che io non uso praticamente mai).

A) Se mi serve lo svengali per eseguire l'effetto, allora è meglio che lo lasci al suo posto.

B) Se invece sto sviluppando un effetto per il quale mi serve una forzatura, da eseguire però spostando l'attenzione in un momento scenico separato da quello dove si svolge l'azione principale (e quindi con un secondo mazzo di carte) e voglio che la selezione casuale sia convincente senza farla troppo lunga, allora posso sicuramente prendere in considerazione l'impiego di uno svengali.

Morale, traducendo l'esempio in una affermazione: quando l'esigenza dello strumento è funzionale, allora è anche appropriato il suo impiego per chiunque, e pertanto che io sia o meno un principiante diventa del tutto irrilevante.
Antonello

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