Leggere i dorsi

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Buttaju
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04/07/2015, 23:01

Stavo girovagando su internet quando sono incappato in questo articolo:

"No Home Jerome" il re del poker che leggeva i dorsi delle carte


Lo chiamavano " No Home Jerome", l'uomo senza casa, perché sembrava non avere altro tetto che le cupole dei casinò del mondo dove sedeva imbullonato a tavoli di poker e di baccarat, mungendo milioni, gloria, trofei e interviste. E, se ha ragione il "Borgata Casino e Hotel" di Atlantic City,
barando.
Phil Ivey è stato il primo giocatore professionista afroamericano a raggiungere l'aria rarefatta dei supercampioni di Texas Hold'em, la versione del poker esplosa in popolarità grazie a televisione e Internet, ammassando, oltre a nove titoli e relativi braccialetti da campione del Mondo, fino a 19 milioni e 240 mila dollari in un anno. Cifre da superstar dello sport. Per il suo viso dai tratti eleganti era stato soprannominato dai media il "Tiger Woods" del gioco e lui, tanto per aggiungere un altro asso alla propria mano, preferiva definirsi il "Michael Jordan" del poker, come l'irraggiungibile gigante del basket.
Ora il casinò di Atlantic city, la città versione squallida di Las Vegas sulla Costa Atlantica, dice di averlo pizzicato nell'arte antica quanto la prima carta da gioco o il primo lancio di sassolini: barare. Gli occhi nel cielo, quelle telecamere nascoste nel soffitto che osservano ogni mossa di ogni giocatore a ogni tavolo, e gli occhi ancora più diffidenti installati nel volto dei "pit boss", i sorveglianti che controllano i tavoli, lo accusano di avere praticato l'edge sorting, di avere imparato a "leggere" il dorso della carte da un difetto impercettibile di fabbricazione.
Soltanto anni di certosina applicazione, 24 ore su 24, possono portare un giocatore con gli occhi di laser e la concentrazione di un'aquila su una lepre a riconoscere le carte da microscopiche differenze nella stampa e nel taglio. Una tecnica apparentemente non illegale che va ben oltre la formidabile enciclopedia del baro con microcomputer nascosti nelle mutande, interruttori sotto il ditone del piede o la sempre popolare complicità del dealer, dell'impiegato che smazza le carte, spesso conclusa con denuncia, espulsione e, si dice, qualche vigorosa martellata sulle dita del furbo. A 38 anni, dopo 21 consumati nei casinò dove aveva esordito con documenti falsi per passare da 18enne, l'età minima per giocare, aveva perfezionato questa disumana abilità. Il solo indizio che stesse facendo qualcosa di strano era la sua insistenza nel chiedere che il mazziere distribuisse le carte molto lentamente. «Superstizione» spiegava lui agli avversari, e quale giocatore non è superstizioso?
Neppure il cinico consiglio dello scrittore americano, e "gambler", giocatore accanito, Peter Dunne — «fidatevi di tutti, ma tagliate il mazzo» — serviva perché "No Home Jerome" non truccava le carte, non smazzava da sotto, non usava specchi o complici, ma le leggeva alla rovescia. Nel Texas Hold'em, letteralmente "Texas Tienile", a ogni giocatore sono distribuite due carte coperte che non possono essere cambiate. Il dealer ne scopre prima tre al centro del tavolo, il flop, poi un'altra, il turn e infine una quinta, il river, il fiume, richiamo ai battelli casinò che incrociavano il Mississippi gonfi di pokeristi che spesso raggiungevano le acque fangose del grande fiume padre del Nord America, se scoperti a barare. Tra le proprie due carte coperte e iniziali e le cinque comuni a tutti scoperte i giocatori formano le combinazioni tradizionali del poker e puntano.
Conoscere quali siano le carte coperte dell'avversario offrirebbe un vantaggio colossale e questo, l'asso degli assi, il miglior pokerista del mondo secondo i siti e gli esperti nella prima decade del Duemila, faceva, dando una robusta spintarella alla fortuna. I cultori del gioco, tutti convinti che non sia mai la fortuna, ma l'abilità e la capacità di "leggere" l'avversario senza conoscerne la carte, potrebbero restare delusi dalla scoperta che persino un gigante come Ivey confidava più nelle carte che nella tecnica. Con eccellenti risultati. Già nel 2011, un casinò inglese lo aveva sospettato di barare, dopo avere vinto quasi 12 milioni di dollari in due giorni.
«La differenza fra un giocatore che bara e uno che non bara» disse il leggendario Amarillo Slim, vincitore del primo torneo di poker pubblico nel 1972, «è che il baro viene scoperto», affermazione che si potrebbe applicare a molte altre professioni e attività più apparentemente austere. Ivey rischia il carcere, se l'inchiesta aperta dopo la denuncia del "Borgata" di Atlantico City, e milioni di dollari sequestrati, dopo quelli già portati via dalla moglie nell'inevitabile divorzio nel 2009 da un marito che non tornava mai a casa. Altre mazzate attendono la casa produttrice delle carte con il vizietto di fabbricazione che "No Home Jerome" sapeva leggere, ma alla fine il gioco deve continuare. Ivey sarà un altro di una lunga tradizione di uomini e ormai molte donne che si credono più bravi della fortuna. Scaricheranno anche lui dal battello immobile del poker, le pale della "riverboat" continueranno a girare e le acque si richiuderanno sul suo ricordo, come si richiusero su Stu Ungar, forse il più grande di tutti. Era il fuoriclasse che il 22 novembre del 1998 entrò nella stanza numero 6 dell'Oasis Motel di Las Vegas, vuotò una bottiglia di bourbon e si uccise accanto al letto coperto dai dollari che aveva vinto.


Praticamente era un robot,uno scanner umano ma quello che mi chiedo è:ma è veramente possibile fare una cosa del genere oppure è una bufala?
"There's a world of difference between a spectator's NOT knowing how something is done versus his KNOWING that it be done."-Simon Aronson

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Gianfranco Preverino
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05/07/2015, 8:19

[quote="Buttaju"]Stavo girovagando su internet quando sono incappato in questo articolo:

"No Home Jerome" il re del poker che leggeva i dorsi delle carte [quote]

Ciao,
La notizia di Ivey è autentica, ma su ciò che possa realmente aver fatto non si è certi, i giornalisti scrivono sempre senza essere esperti della materia che trattano. Ne è l’esempio l’articolo da te riportato, scritto da Vittorio Zucconi nel suo solito stile edulcorato e teatrale (ridicolo il passaggio sulle pale della riverboat, che rimanda al classico luogo comune del poker sul Mississippi, ma che non c’entra nulla con l’argomento). I giornalisti cercano sempre frasi teatrali quando sanno che non possono essere incisivi con la competenza. Sconcertante il finale in cui afferma che Stu Ungar è morto suicida, cosa non vera.
E in ogni caso, se le carte sono state fornite dalla casa da gioco e non sono state segnate da Ivey, non si può parlare di cheating, ma solo di furbizia nello sfruttare il difetto di fabbrica: non è truffa… ma vallo a spiegare a Zucconi.
Per una più completa critica a tale articolo ti rimando a questo link.
http://tpnews.it/editoriali/zucconi-sci ... gar/14090/

tubyno
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05/07/2015, 10:21

Gianfranco Preverino ha scritto:
Buttaju ha scritto:Stavo girovagando su internet quando sono incappato in questo articolo:

"No Home Jerome" il re del poker che leggeva i dorsi delle carte

Ciao,
La notizia di Ivey è autentica, ma su ciò che possa realmente aver fatto non si è certi, i giornalisti scrivono sempre senza essere esperti della materia che trattano. Ne è l’esempio l’articolo da te riportato, scritto da Vittorio Zucconi nel suo solito stile edulcorato e teatrale (ridicolo il passaggio sulle pale della riverboat, che rimanda al classico luogo comune del poker sul Mississippi, ma che non c’entra nulla con l’argomento). I giornalisti cercano sempre frasi teatrali quando sanno che non possono essere incisivi con la competenza. Sconcertante il finale in cui afferma che Stu Ungar è morto suicida, cosa non vera.
E in ogni caso, se le carte sono state fornite dalla casa da gioco e non sono state segnate da Ivey, non si può parlare di cheating, ma solo di furbizia nello sfruttare il difetto di fabbrica: non è truffa… ma vallo a spiegare a Zucconi.
Per una più completa critica a tale articolo ti rimando a questo link.
http://tpnews.it/editoriali/zucconi-sci ... gar/14090/

Anni fa, nella trasmissione "Scommettiamo che" condotta da Frizzi c'era un concorrente che leggeva tutte le carte napoletane in base al retro, NON sono riuscito a trovare il relativo video, se ne discute su internet:

http://it.discussioni.misteri.narkive.c ... -una-carta

Ricordi questa scommessa?

Esiste il video?

Ciao e grazie MILLE!

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Matt82
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05/07/2015, 10:41

Sulle carte segnate e su altri argomenti inerenti ai bari nel mondo reale rimando al bellissimo video di Steve Forte "gambling protection series".
Vale ogni centesimo speso.
;)
Quid est veritas?

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GabriGrimm
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05/07/2015, 11:36

Per quanto riguarda la trasmissione di Frizzi, è possibile che i mazzi siano stati difettosi, il concorrente ne avrà portato uno stok sicuro al 100% e di conseguenza qualsiasi mazzo aprivano era in grado di notarne le piccole differenze...
Qual è la cosa che ti piace di più nella tua città?
...i salti alti...

tubyno
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05/07/2015, 11:43

GabriDuke ha scritto:Per quanto riguarda la trasmissione di Frizzi, è possibile che i mazzi siano stati difettosi, il concorrente ne avrà portato uno stok sicuro al 100% e di conseguenza qualsiasi mazzo aprivano era in grado di notarne le piccole differenze...
NO, i mazzi erano sigillati e NON venivano portati dal concorrente!

Ciao

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CheatingAce
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05/07/2015, 12:40

La parte di Stu Ungar morto suicida è falsa, morì per un arresto cardiovascolare causato da abuso di stupefacenti e alcol. :evil:

Per quanto riguarda Phil ivey aspetterei le indagini prima di fantasticare su sistemi di lettura dei dorsi. :D
Ritengo che, individuare un microerrore di stampa sul dorso e sfruttarlo durante una partita di Texas, sia quasi impossibile. Già solo il fatto delle grosse dimensioni del tavolo da gioco non riuscirebbe a rendere fattibile questo tipo di vantaggio, anche supponendo di stare al centro del tavolo ci sono grosse distanze da tenere in considerazione.
Si potrebbero individuare mentre le carte sono in mano al dealer ma, considerando la velocità di servizio, non si riuscirebbe comunque a distinguerle.

Purtroppo è come dice Gianfranco, gente che non conosce il gioco e le sue dinamiche, si permettono di fare congetture basate sul nulla cosmico. :lol:
AMAT - VICTORIA - CURAM

tubyno
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05/07/2015, 17:43

tubyno ha scritto:
GabriDuke ha scritto:Per quanto riguarda la trasmissione di Frizzi, è possibile che i mazzi siano stati difettosi, il concorrente ne avrà portato uno stok sicuro al 100% e di conseguenza qualsiasi mazzo aprivano era in grado di notarne le piccole differenze...
NO, i mazzi erano sigillati e NON venivano portati dal concorrente!

Ciao
Giovanni e Ciro Pistone (padre e figlio che leggono le carte napoletane in base al retro) si sono ripresentati anche nella trasmissione "Attenti a quei due" del 22/01/2011:

https://www.youtube.com/channel/UCdBv25 ... VfrSPqFtAw

ma purtroppo il video è bloccato per copyright, qualcuno sa come reperire il video (nella videoteca RAI non è presente)?

Ciao e grazie MILLE!!!

hamman
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Iscritto il: 06/03/2015, 11:17

05/07/2015, 19:25

niente misteri,i dorsi di certe carte si potevano o si possono leggere,esperienza personale.
we are such stuff as dreams are made on,and our little life is rounded with a sleep.
(the tempest) - shakespeare

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Matt82
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Località: Bergamo

06/07/2015, 5:21

hamman ha scritto:niente misteri,i dorsi di certe carte si potevano o si possono leggere,esperienza personale.
Ma è una lettura immediata che si può utilizzare durante una partita, anche avendo le carte a una certa distanza?
Quid est veritas?

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