SIAMO ARTISTI!

Parliamo anche di altro!
Avatar utente
GabriGrimm
Team Leader
Messaggi: 4044
Iscritto il: 15/10/2013, 7:59

29/03/2017, 9:19

Ebbene si, quello fu uno dei thread più belli mai vissuti su questo klan, se ne parlò a lungo anche nelle chat private, quei post contribuirono a farmi crescere artisticamente e stimolarmi in un "diverso modo" di fare magia, leggetelo ragazzi, è davvero interessante!
Qual è la cosa che ti piace di più nella tua città?
...i salti alti...

dani magic
Messaggi: 309
Iscritto il: 10/01/2017, 17:51

29/03/2017, 11:41

DePa ha scritto:
28/03/2017, 21:23
Può essere che l'artista debba donare qualcosa all'arte per essere definito tale?
Inizio il mio intervento con la risposta a questa domanda. Certo, un artista (a parer mio) è tale anche senza donare qualcosa all'arte. Faccio un esempio pratico, se fosse cosi come dici tu allora ad essere degli artisti dovrebbero essere solo o grandi nomi come picasso monet Michelangelo ecc, ma ci sono tantissimi pittori scultori ecc che anche se non hanno dato nulla di nuovo all'arte sono dri grandi artisti, se fosse vero quello che dici tu quindi i maghi veri sono solo dai vernon tamariz ecc.
Il mago è un artista, se ci pensate bene noi creamo uno spettacolo come degli attori o comici. Noi suscitamo senzazioni, esperienze a pari di un pittore. Noi quando eseguiamo una storia con le carte possiamp dare un messaggio come un oratore o un poeta. Il mago è un artista a tutti glo effetti. Ovviamente non tutti sono dei maghi, ad esempio se disegno un cane o un albero senza senso è ovvio che non posso definirmi un pittore, devo essere in grado di creare un contenuto per essere definito mago e artista. Per quanto riguarda il tempo che ci vuole per essere un artista sono d'accordo con salvi83. Si può creare un contenuto anche con poca tecnica, pensiamo agli astrattisti o i surrealisti come malevic o piet mondian i quali dipendevano sei semploci quadrati eppure sono artisti anche se i loro quadri erano quasi privi di tecnica pittorica. Il mago è un artista a tutti gli effetti a parer mio.
Ultima modifica di dani magic il 29/03/2017, 15:46, modificato 1 volta in totale.
"Creare e comprendere un effetto magico è una scienza. Eseguirlo è un'arte" (Roberto Giobbi)
Canale YouTube: https://m.youtube.com/channel/UCKXTZz6OpwsZgYqWQgvoxsw

Avatar utente
GabriGrimm
Team Leader
Messaggi: 4044
Iscritto il: 15/10/2013, 7:59

29/03/2017, 12:19

L'arte deve comunicare qualcosa, non sempre può arrivare, e l'artista è colui che riesce a parlare con ciò che esprime in tutte le lingue del mondo, comprensibile anche a chi di arte non capisce niente, l'arte è toccare dentro quella linea sottile tra la meraviglia e il brivido, come? Facendo sorridere, piangere o riflettere.
L'arte deve far parlare la gente, spingere a un confronto, destare curiosità, essere capace a far porre delle domande.
L'artista è colui in grado di comunicare.
Qual è la cosa che ti piace di più nella tua città?
...i salti alti...

Avatar utente
The Matt
Moderatore
Messaggi: 1251
Iscritto il: 25/12/2014, 18:22
Località: Svizzera

29/03/2017, 12:25

dani magic ha scritto:
29/03/2017, 11:41
DePa ha scritto:
28/03/2017, 21:23
Può essere che l'artista debba donare qualcosa all'arte per essere definito tale?
Si può creare un contenuto anche con poca tecnica, pensiamo agli astratti stiamo o i surrealisti come malevic o piet mondian i quali dipendevano sei semploci quadrati eppure sono artisti anche se i loro quadri erano quasi privi di tecnica pittorica.
Sarà, ma quante tecniche hanno imparato prima di arrivare a esprimere la loro arte in modi semplici? Quanto hanno lavorato? Spesso dimentichiamo che artisti come Picasso erano ottimi anche nel disegno realistico, e che la loro conoscenza artistica era incredibilmente vasta. Non si devono avere conoscenze incredibili per apprezzare l'arte, ma è impossibile creare arte senza avere conoscenze. Il talento e la creatività, da soli, non fa l'arte.
GabriGrimm ha scritto:
29/03/2017, 12:19
L'arte deve comunicare qualcosa, non sempre può arrivare, e l'artista è colui che riesce a parlare con ciò che esprime in tutte le lingue del mondo, comprensibile anche a chi di arte non capisce niente, l'arte è toccare dentro quella linea sottile tra la meraviglia e il brivido, come? Facendo sorridere, piangere o riflettere.
L'arte deve far parlare la gente, spingere a un confronto, destare curiosità, essere capace a far porre delle domande.
L'artista è colui in grado di comunicare.
È vero che l'arte è comunicazione, ma non tutta la comunicazione è arte. In ogni caso io preferisco la definizione di Tomatis di "arte": è arte ciò che si definisce arte. Una monnezza in un museo sarà più artistica di una statua dadaista in un parco. Perché? Perché qualcuno ha deciso di metterla in un museo (quel qualcuno ha creato un'aura artistica). Può sembrare cinico, ma purtroppo è così. :roll:
"Last night I shot an elephant in my pajamas, and how he got in my pajamas I'll never know" - Groucho Marx

dani magic
Messaggi: 309
Iscritto il: 10/01/2017, 17:51

29/03/2017, 13:13

Sarà, ma quante tecniche hanno imparato prima di arrivare a esprimere la loro arte in modi semplici? Quanto hanno lavorato? Spesso dimentichiamo che artisti come Picasso erano ottimi anche nel disegno realistico, e che la loro conoscenza artistica era incredibilmente vasta. Non si devono avere conoscenze incredibili per apprezzare l'arte, ma è impossibile creare arte senza avere conoscenze. Il talento e la creatività, da soli, non fa l'arte.
Ma certo, hai pienamente ragione, anche la cosa più semplice ha bisogno di studio è normale. Quello che volevo dire è che non basta essere un mago da decine di anni per essere un artista ma lo si può essere anche artista con un paio di anni di esperienza perché le tecniche semplici possono creare uno spettacolo. È ovvio cheil talento solo non basta.
"Creare e comprendere un effetto magico è una scienza. Eseguirlo è un'arte" (Roberto Giobbi)
Canale YouTube: https://m.youtube.com/channel/UCKXTZz6OpwsZgYqWQgvoxsw

Avatar utente
The Matt
Moderatore
Messaggi: 1251
Iscritto il: 25/12/2014, 18:22
Località: Svizzera

29/03/2017, 16:00

dani magic ha scritto:
29/03/2017, 13:13
Sarà, ma quante tecniche hanno imparato prima di arrivare a esprimere la loro arte in modi semplici? Quanto hanno lavorato? Spesso dimentichiamo che artisti come Picasso erano ottimi anche nel disegno realistico, e che la loro conoscenza artistica era incredibilmente vasta. Non si devono avere conoscenze incredibili per apprezzare l'arte, ma è impossibile creare arte senza avere conoscenze. Il talento e la creatività, da soli, non fa l'arte.
Ma certo, hai pienamente ragione, anche la cosa più semplice ha bisogno di studio è normale. Quello che volevo dire è che non basta essere un mago da decine di anni per essere un artista ma lo si può essere anche artista con un paio di anni di esperienza perché le tecniche semplici possono creare uno spettacolo. È ovvio cheil talento solo non basta.
Eh, non ne sono convintissimo. Si possono fare cose di tipo artistico dopo "poco", ma è abbastanza per definirsi artisti? Non saprei. Probabilmente non c'è una risposta unica.
"Last night I shot an elephant in my pajamas, and how he got in my pajamas I'll never know" - Groucho Marx

Avatar utente
Sardosono
Messaggi: 205
Iscritto il: 18/03/2017, 0:28
Località: Cagliari
Contatta:

29/03/2017, 16:01

dani magic ha scritto:
29/03/2017, 11:41
DePa ha scritto:
28/03/2017, 21:23
Può essere che l'artista debba donare qualcosa all'arte per essere definito tale?
Inizio il mio intervento con la risposta a questa domanda. Certo, un artista (a parer mio) è tale anche senza donare qualcosa all'arte. Faccio un esempio pratico, se fosse cosi come dici tu allora ad essere degli artisti dovrebbero essere solo o grandi nomi come picasso monet Michelangelo ecc, ma ci sono tantissimi pittori scultori ecc che anche se non hanno dato nulla di nuovo all'arte sono dri grandi artisti, se fosse vero quello che dici tu quindi i maghi veri sono solo dai vernon tamariz ecc.
Il mago è un artista, se ci pensate bene noi creamo uno spettacolo come degli attori o comici. Noi suscitamo senzazioni, esperienze a pari di un pittore. Noi quando eseguiamo una storia con le carte possiamp dare un messaggio come un oratore o un poeta. Il mago è un artista a tutti glo effetti. Ovviamente non tutti sono dei maghi, ad esempio se disegno un cane o un albero senza senso è ovvio che non posso definirmi un pittore, devo essere in grado di creare un contenuto per essere definito mago e artista. Per quanto riguarda il tempo che ci vuole per essere un artista sono d'accordo con salvi83. Si può creare un contenuto anche con poca tecnica, pensiamo agli astratti stiamo o i surrealisti come malevic o piet mondian i quali dipendevano sei semplici quadrati eppure sono artisti anche se i loro quadri erano quasi privi di tecnica pittorica. Il mago è un artista a tutti gli effetti a parer mio.
Concordo!!!
(ma vorrei sottolineare che la "comunicazione" è una conseguenza dell'espressione artistica, non un carattere costitutivo)

A mio avviso, quando si toccano questi argomenti, spesso nasce l'equivoco di voler definire l'essere artista sulla base della qualità dei suoi risultati, cosa che finisce coll'avvolgersi su sé stessa, generando un "loop" dal quale non si riesce ad uscire. Cercherò di spiegarmi.

Cominciamo con un problema classico.
Un eccellente attore, o uno soltanto bravo, o anche uno semplicemente dignitoso, sono certamente riconosciuti come artisti da chiunque; ma un attore mediocre è anch'esso un artista? e uno pessimo, che recita da cani? gli vogliamo riconoscere lo status di artista oppure no? Se rispondiamo no, allora ci ritroviamo nell'impossibile compito di stabilire quale sia il livello di recitazione che delimita l'essere un artista o meno e, peggio ancora, nel dover definire un metodo chiaro per identificare il superamento di tale limite. Auguri! Ci siamo cacciati in un vicolo cieco senza uscita.

Quello appena esposto può sembrare un sofisma, ma non lo è: vediamo un esempio pratico. Un imbrattatele universalmente considerato tale è un artista o no? Se rispondiamo no, allora stiamo implicitamente affermando che Modigliani (giusto per fare un nome, ma nella storia della pittura tantissimi hanno condiviso simile sorte) non era un artista in vita, ma che lo sia diventato solo dopo la morte. In vita fu considerato nulla più che un imbrattatele, i cui lavori non valevano il materiale su cui erano eseguiti. Negli ultimi anni campava barattando giorno dopo giorno un suo lavoro con un modesto pasto, e non sempre ci riusciva e spesso digiunava. Oggi, con uno solo di quei "baratti" ci si potrebbe comprare un appartamento, anche arredarlo ed avanzerebbe ancora qualcosa. In effetti, non a tutti piace Modigliani ed ancora oggi vi è chi lo ritiene un imbrattatele, ma nessuno di questi si sognerebbe di sostenere che non fosse un artista.

Il punto è che l'essere artista non dipende minimamente dal livello del risultato raggiunto, livello che è una qualità impalpabile e la cui valutazione è del tutto soggettiva, in quanto tale valutazione rimane in capo unicamente agli altri e non a noi stessi. L'essere artista non è dunque "un rango" ma, al contrario, è unicamente "una condizione d'essere" nella quale ci poniamo da noi stessi liberamente - magari senza rendercene conto - ogni volta che esibiamo la nostra opera di fronte agli altri. E nel far questo ci sottoponiamo anche al giudizio degli altri, giudizio che però riguarda soltanto la qualità del nostro risultato, e NON il fatto di essere artisti o meno; cosa questa automaticamente acclarata nel momento stesso che "altri" sono messi in condizione di poter valutare la nostra opera. Questi "altri" sono il pubblico ed essi potranno anche ritenere che siamo "dei cani" e che faremmo meglio a smettere, ma il fatto stesso che essi siano in condizione di fare tale valutazione è dovuto al fatto che noi, di nostra iniziativa, ci siamo messi nella condizione di "essere artisti" e dunque valutabili.

In pratica e detto con altri termini, l'essere artista non è "un grado", bensì "una condizione semplice", ossia che è o che non è, senza vie di mezzo, e dipende dalla nostra iniziativa.

Ma tutto quanto sopra è solo la punta dell'iceberg, sotto la quale si cela materiale su cui si potrebbe discutere molto a lungo. Non voglio annoiare ancor più di quanto ho fatto finora, ma vorrei almeno cercare di ricollegar bene il discorso all'illusionismo (ma vale anche per il cardistry), per cui confido nella vostra pazienza per fare un piccolo passo... indietro!

E' indubitabile che il saper scrivere non fa di me uno scrittore, così come il saper parlare non fa di me un attore. E anche se imparassi a memoria un intero copione di un lungo monologo, neanche questo farebbe di me un attore. Allo stesso modo, il fatto di conoscere e persino saper eseguire una gran quantità di effetti di illusione, fosse anche alla perfezione, no, non basterebbe a rendermi un illusionista.

Ma se io scrivo un libro, chessò un romanzo, e lo do alle stampe, allora sì, mi metto nella condizione di essere uno scrittore e divento tale, per mia scelta. Magari sarò considerato un pessimo scrittore, forse il peggiore che abbia mai osato pubblicare un libro, ma sono uno scrittore. Allo stesso modo, se salgo su un palcoscenico e comincio a recitare quel lungo monologo che ho imparato in precedenza, allora sì, mi metto nella condizione di essere un attore e divento tale, per mia scelta. Magari sarò considerato un cane tra i cani, forse il peggiore che abbia osato calcare un palcoscenico, ma sono un attore. E in entrambi i casi mi sono liberamente assoggettato al giudizio del pubblico e questo vuol dire che in entrambi i casi mi sono messo nella condizione di essere artista, rispettivamente in qualità di scrittore oppure di attore.

Ecco quindi che fintanto che mi limito a studiare effetti di illusione e ad eseguirli nella mia stanza, al riparo da occhi indiscreti, no, non sono un illusionista ed ancor meno un artista, ma al massimo un aspirante ad essere entrambe le cose. Però, nel momento stesso in cui salgo su un palcoscenico per esibirmi di fronte ad un pubblico, ecco che in quel preciso istante mi pongo come artista in qualità di illusionista. Poco importa che il palcoscenico sia il Magic Castle o il tavolino di un bar, il salotto in casa di un amico oppure un angolo della strada: nel momento in cui inizio ad esibirmi di fronte ad un pubblico, anche di un unico spettatore, quello diventa "il mio" palcoscenico e me lo sono scelto io. In quel preciso momento SCELGO di essere artista.

In conclusione, essere artista significa una cosa molto semplice: esibirsi in qualcosa di fronte ad un pubblico, sottoponendosi al contempo al suo giudizio. Se poi questo giudizio comporterà applausi con standing ovation oppure fischi con tanto di lancio di uova marce, beh, questo è un altro paio di maniche. Ma in entrambi i casi si rimane comunque un artista, perché essere artisti è una scelta e in estrema sintesi: "è artista semplicemente chi ha il coraggio di essere tale".

Tutto IMO, ovviamente! ;)

PS Caffè pagato per tutti quelli che hanno resistito a leggere tutto e fino in fondo, alla prima occasione che passate per Cagliari! :D
Antonello

The real secret to magic lies in the performance - David Copperfield

Avatar utente
GabriGrimm
Team Leader
Messaggi: 4044
Iscritto il: 15/10/2013, 7:59

29/03/2017, 16:10

Se presenti qualcosa al pubblico devi avere almeno l'umiltà di capire quello che proponi, la fate troppo facile, non è proprio così, bisogna aver rispetto di chi ti guarda e di chi paga un biglietto.
Qualche anno fa gli Oasis fecero un concerto a Firenze, grande aspettative, gente da tutta Italia...40 minuti di concerto, senza nemmeno un bis...molti degli spettatori si guardavano delusi dicendo: "Mai più, che delusione".
E' artista semplicemente chi si sente tale? , piuttosto è artista quando il pubblico ti riconosce come tale.
Qual è la cosa che ti piace di più nella tua città?
...i salti alti...

Avatar utente
Sardosono
Messaggi: 205
Iscritto il: 18/03/2017, 0:28
Località: Cagliari
Contatta:

29/03/2017, 16:37

GabriGrimm ha scritto:
29/03/2017, 16:10
Se presenti qualcosa al pubblico devi avere almeno l'umiltà di capire quello che proponi, la fate troppo facile, non è proprio così, bisogna aver rispetto di chi ti guarda e di chi paga un biglietto.
Sono due questioni completamente differenti e una non esclude l'altra. Inoltre sono anche separate temporalmente come causa ed effetto: pagare il biglietto arriva dopo, molto dopo! Chi mai pagherebbe il biglietto per vedere una mia esibizione?!... :D
GabriGrimm ha scritto:
29/03/2017, 16:10
E' artista semplicemente chi si sente tale? piuttosto è artista quando il pubblico ti riconosce come tale.
Eh no, il pubblico potrà al massimo riconoscerlo come "bravo" o "pessimo" artista, ma essere artista prescinde dal riconoscimento della bravura. Altrimenti nomi come Soutine, Utrillo, Valadon, Modigliani, Kisling e Hayden (solo per citarne alcuni tutti dello stesso periodo) avrebbero dovuto darsi all'ippica, sulla base del riconoscimento del pubblico.

L'umiltà è una qualità fondamentale dell'essere umano nell'interezza della sua vita, quindi altrettanto fondamentale è nell'essere artista.
Per esempio, la mancanza di umiltà inganna il nostro io e ci rende incapaci di essere obiettivi nel valutare tutto quel che facciamo, compreso quindi anche ciò che riguarda la nostra capacità di esecuzione degli effetti, fino a farci ritenere di essere bravi come artisti quando invece non sarebbe proprio il caso. Questo è vero, ma ripeto, tutto ciò riguarda solo "il grado" della valutazione di noi stessi, non il fatto dell'essere o meno qualcosa, che deriva unicamente da una nostra scelta.

Non so se sono riuscito a chiarire il mio pensiero, ma diciamo che secondo me l'equivoco nasce dalla consuetudine - assai diffusa ma errata - di usare il sostantivo "artista" come se fosse un aggettivo di grado, ossia per indicare il livello di "artisticità"; ma "artista" indica soltanto una condizione d'essere, senza alcuna implicazione di grado. imo.
Ultima modifica di Sardosono il 29/03/2017, 20:00, modificato 1 volta in totale.
Antonello

The real secret to magic lies in the performance - David Copperfield

Avatar utente
The Matt
Moderatore
Messaggi: 1251
Iscritto il: 25/12/2014, 18:22
Località: Svizzera

29/03/2017, 16:39

Sardosono e Gabri offrono spunti diametralmente opposti. Sardosono dice che conta la visione soggettiva ("io mi sento artista, quindi sono artista") mentre Gabri sostiene che sono gli altri a dovermi definire artista. Però non sono completamente d'accordo con entrambi. Con Gabri in particolare perché se sono gli altri a doverci definire artisti, cosa ne facciamo di Modigliani (o di Bach) che furono riscoperti dopo la morte? Sono artisti solo a posteriori? O erano già artisti prima?
Il discorso di Sardosono - che mi deve ben più di un caffè per aver terminato la lettura - invece fila liscissimo e in maniera logica dal momento in cui si accetta un assunto di base: è impossibile definire un livello di abilità e bravura a partire dal quale qualcuno si definisce artista. Io però questo assunto non lo accetto, in quanto è già stato fatto notare che non è esclusivamente l'atto che rende una performance più artistica di un'altra.

Io credo che esistano dei criteri oggettivi che definiscono chiaramente cosa non sia arte, mentre i criteri sono un po'meno chiari quando vogliamo definire qualcosa che sia arte. Per esempio, qualcuno che ricopia pari pari un effetto di magia (o un'esecuzione al pianoforte, o un dipinto), è artista? La maggior parte direbbe probabilmente di no. Se però l'effetto di magia è ricopiato ma in un qualche modo esiste una variazione - un effetto diverso, una presentazione diversa, un dettaglio in più - l'esecutore diventa artista. Quindi sicuramente l'arte ha a che fare con la creatività. Capiamoci, un cantante che crea una canzone scimmiottando qualcun'altro non è artista, in quanto sta ancora copiando senza inventare nulla di suo. Ma qualcuno che non inventa nulla di nuovo, ma che semplicemente mette insieme altri pezzi? Il punto non è nell'inventare qualcosa che nessuno ha mai inventato prima, bensì nell'inventare qualcosa che non ho copiato da nessuno, per quanto banale e scarsa l'invenzione possa essere. Ecco, lì una persona diventa artista.

Quindi sono d'accordo più con Sardosono che con Gabri, ma non del tutto. Non basta l'intenzione e il mettersi in gioco per essere artista, altrimenti chiunque si metta a esibirsi strimpellando in pubblico è un artista. Non si può essere artisti senza una ricerca, una riflessione: quindi l'esibizione da sola non è sufficiente.
"Last night I shot an elephant in my pajamas, and how he got in my pajamas I'll never know" - Groucho Marx

Rispondi
  • Informazione
  • Chi c’è in linea

    Visitano il forum: Nessuno e 3 ospiti