Magia e Studi

Parliamo anche di altro!
dani magic
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06/06/2017, 17:25

Mi trovo in un periodo cruciale, il periodo in cui sto diventando grande. Il culmine di ciò è l'esame di stato e i test per accedere alla facoltà. Sono due settimane circa che ho iniziato a studiare intensamente per la scuola e una volta finiti gli esami mi toccherà studiare anche per i test di ammissione. Un'estate piena di studio, ma non di studio magico. E' la prima volta che mi capita di non studiare magia per periodi abbastanza lunghi. La maggior parte dei ragazzi del forum frequenta l'università e vorrei sapere come fanno quando hanno periodi i cui ci sono tanti esami. Una volta finito di studiare tanto, non mi viene voglia di aprire il CC per studiare altro o cose del genere. Succede anche a voi? Dopo periodi di non studio magico si perdono i progressi fatti o no?
Grazie a tutti per la lettura e la risposta.
"Creare e comprendere un effetto magico è una scienza. Eseguirlo è un'arte" (Roberto Giobbi)
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sness1
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06/06/2017, 18:28

Ciao Dani, lo so, non è facile. Già è impegnativo mettersi a studiare tante ore al giorno, soprattutto se studi cose che non ti appassionano molto, se inoltre c'è la voglia di studiare altro oltre alla voglia di uscire, è davvero dura :!: .
Quando ci sono gl' esami io solitamente riduco lo "studio" magico a solo un oretta o due la sera quando c'è ancora un po' di tempo, mentre quando arrivo che mancano una decina di giorni o una settimana mollo completamente per dedicare di più allo studio per gl' esami, ovviamente dipende dalla difficoltà di questi. E' una cosa che faccio un po' a malincuore però che mi impongo, con la consapevolezza che una volta dati e se sono andati bene avrò una bella carica per riprendere con la magia! Per quanto riguarda il perdere i progressi io non l' ho mai constatato, magari se stai un anno senza toccare le carte (o ciò che studi) qualcosa perdi, per due settimane non credo o comunque non cose che puoi recuperare nel giro di un oretta.
"Magia-Amor-Libertad-Humor-Magia y el resto es nada". Juan Tamariz

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Sardosono
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06/06/2017, 21:05

Off-Topic :
Quello che segue è un bello sproloquio, senza attinenza alcuna col tema del forum.
Siete avvertiti e pertanto leggete a vostro rischio (di sprecare tempo prezioso) e pericolo (di addormentarvi).
Tutto IMO, ovviamente, macchevvodicoaffa'.
dani magic ha scritto:
06/06/2017, 17:25
Mi trovo in un periodo cruciale, il periodo in cui sto diventando grande.
Da come parli è evidente che ancora nessuno te l'ha detto, ma prima o poi qualcuno dovrà decidersi a farlo, quindi mi faccio parte diligente e sarò io a darti la brutta notizia: sono felice di informarti che se sei fortunato questo periodo non ti passerà mai. Personalmente, è da una vita che la vita sta cercando in tutti i modi di farmi diventare grande ed ancora non vi è riuscita, né credo vi riuscirà mai. Fortunatamente, aggiungo, e non sto scherzando affatto, anche se scherzoso è il tono con cui lo dico! ;)

Il modo più efficiente di studiare qualsiasi argomento è quello istintivo di ogni bambino, ossia sotto la spinta della curiosità e del desiderio di conoscenza, che nel bambino sono assolutamente la stessa cosa. Ma purtroppo dura poco. Appena cominciamo a crescere, quelli più grandi di noi - comunemente auto-definentesi "adulti" - iniziano ad interferire per farci separare il concetto in due: da una parte il desiderio di conoscenza, destinato alle questioni "serie", dall'altra la curiosità, da riservarsi alle "altre" questioni, quelle considerate non essenziali. In altre parole, abbiamo da poco imparato a camminare e stiamo ancora appena imparando a giocare, che subito veniamo introdotti al concetto della "priorità", in base al quale dobbiamo stabilire come ripartire e distribuire le nostre risorse personali, essendo esse sempre limitate: di tempo, di energie mentali, di energie fisiche e, più avanti crescendo, anche economiche.

Fin qui non vi è nulla di male, sia chiaro, non in sé stesso, in quanto la necessità di attribuire una priorità alle nostre limitate risorse è un apprendimento fondamentale e tale rimarrà per il resto della nostra esistenza, dunque prima si impara e meglio è. Il problema è che tale apprendimento non è per nulla "trasmesso" ma semplicemente "imposto" al bambino, il quale dunque in realtà non impara affatto cosa sia la priorità, ma si limita a subire una imposizione senza comprenderla e dalla quale non impara proprio un bel nulla di nulla. La giustificazione formale è quella che il bambino non sarebbe ancora in grado di comprendere la cosa, ma è una stoltezza colossale. Al contrario, un bambino comprende istintivamente cosa sia la limitatezza delle proprie risorse, ed entro il quinto/sesto anno di vita è perfettamente pronto per "scoprire" la necessità di stabilire un criterio per destinare tali risorse, basta solo guidarlo in tale scoperta. Scoperta che in realtà è già iniziata da tempo, precisamente quando ha smesso di fare i "capricci volitivi" (ossia quelli senza apparente motivo) e la sperimenta ed affina giorno dopo giorno, quando sceglie un gioco rispetto ad un altro: provate ad ascoltare DAVVERO le spiegazioni di due bambini che litigano per quale gioco fare insieme e scoprirete che hanno ben chiaro che le proprie priorità sono differenti ed in conflitto tra loro, solo che non hanno ancora idea di come gestire la cosa se non per mezzo della prevaricazione (e se hanno troppo successo nell'imporsi o troppo insuccesso nel subire, ce li ritroveremo altrettanto prevaricatori o succubi anche mezzo secolo dopo).

Ma non basta. La cosa peggiore, l'errore nell'errore, è che l'imposizione della "priorità nel fare" avviene su una questione delicatissima, con conseguenze nefande che perdureranno a lungo, spesso anche per il resto della vita: da un lato trasformando lo studio da soddisfazione dell'intelletto, quale era fino a quel momento, in una mera necessità, dura necessità, nient'altro che necessità; dall'altro lato togliendo ogni dignità alla curiosità e relegandola al rango quasi di "frivolezza", quando proprio non si ha niente di meglio da fare e tempo in avanzo da sprecare.

Non è certo un problema dei nostri tempi. Da sempre l'essere umano insegna ai propri figli che la soddisfazione del proprio intelletto è un lusso che pochi si possono permettere, mentre parimenti insegna loro che è la necessità che deve avere sempre e comunque la priorità dei propri sforzi. E l'assurdo è che fa questo nel convincimento che tale insegnamento sia nel miglior interesse dei propri figli!

Per concludere, vi "presto" una frase e se vi piace vi autorizzo ad usarla ogni volta che la troviate pertinente, anche senza citarmi, non mi offendo. " Se insegniamo ai nostri figli soltanto a sopravvivere, non ci meravigliamo se poi la loro vita sarà soltanto questo: una continua ed estenuante lotta senza fine per la sopravvivenza. Essi vivranno allora per sopravvivere, invece di sopravvivere per poter vivere. "

Ah, quasi dimenticavo: questo scritto è anche un esempio auto-referente della tesi in esso sostenuta. Infatti non era certo necessario scriverlo, ed anzi, essendo del tutto estraneo al tema del forum, pochi vi troveranno interesse. Ma allora perché l'ho scritto?! Beh, perché mi garbava il farlo, punto. Il che, però, non significa che il mio scrivere sia stato privo di senso, ma implica bensì che in qualche modo le riflessioni che ho presentato hanno soddisfatto prima di tutto il mio intelletto ed ho presuntuosamente (lo ammetto) pensato che parimenti potesse garbare il leggerle anche a qualcun altro. Nessuna necessità, dunque, nessuna costrizione, pur sapendo che avrei avuto anche altre cose da fare, forse più urgenti, eppure non ho comunque dato loro priorità. Ma anche voi, se siete arrivati a leggere tutto fino a qui, perché l'avete fatto?! Sicuri che non aveste qualcosa di più urgente da fare?! Probabilmente sì, ma tant'è avete continuato a leggere. Che vi sia piaciuto o meno, che siate d'accordo oppure no con quanto ho detto, qualcosa vi ha spinto ad arrivare in fondo, e questo qualcosa è "la sete dello spirito", comunemente chiamata curiosità!

Beh, adesso diamo un po' di spazio anche alle necessità: vado a cenare! :lol:
Buona cena anche a voi o buona digestione, a seconda dei casi..... ;)
Antonello

The real secret to magic lies in the performance - David Copperfield

sness1
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06/06/2017, 21:39

Sardosono ha scritto:
06/06/2017, 21:05
Off-Topic :
Quello che segue è un bello sproloquio, senza attinenza alcuna col tema del forum.
Siete avvertiti e pertanto leggete a vostro rischio (di sprecare tempo prezioso) e pericolo (di addormentarvi).
Tutto IMO, ovviamente, macchevvodicoaffa'.
dani magic ha scritto:
06/06/2017, 17:25
Mi trovo in un periodo cruciale, il periodo in cui sto diventando grande.
Da come parli è evidente che ancora nessuno te l'ha detto, ma prima o poi qualcuno dovrà decidersi a farlo, quindi mi faccio parte diligente e sarò io a darti la brutta notizia: sono felice di informarti che se sei fortunato questo periodo non ti passerà mai. Personalmente, è da una vita che la vita sta cercando in tutti i modi di farmi diventare grande ed ancora non vi è riuscita, né credo vi riuscirà mai. Fortunatamente, aggiungo, e non sto scherzando affatto, anche se scherzoso è il tono con cui lo dico! ;)

Il modo più efficiente di studiare qualsiasi argomento è quello istintivo di ogni bambino, ossia sotto la spinta della curiosità e del desiderio di conoscenza, che nel bambino sono assolutamente la stessa cosa. Ma purtroppo dura poco. Appena cominciamo a crescere, quelli più grandi di noi - comunemente auto-definentesi "adulti" - iniziano ad interferire per farci separare il concetto in due: da una parte il desiderio di conoscenza, destinato alle questioni "serie", dall'altra la curiosità, da riservarsi alle "altre" questioni, quelle considerate non essenziali. In altre parole, abbiamo da poco imparato a camminare e stiamo ancora appena imparando a giocare, che subito veniamo introdotti al concetto della "priorità", in base al quale dobbiamo stabilire come ripartire e distribuire le nostre risorse personali, essendo esse sempre limitate: di tempo, di energie mentali, di energie fisiche e, più avanti crescendo, anche economiche.

Fin qui non vi è nulla di male, sia chiaro, non in sé stesso, in quanto la necessità di attribuire una priorità alle nostre limitate risorse è un apprendimento fondamentale e tale rimarrà per il resto della nostra esistenza, dunque prima si impara e meglio è. Il problema è che tale apprendimento non è per nulla "trasmesso" ma semplicemente "imposto" al bambino, il quale dunque in realtà non impara affatto cosa sia la priorità, ma si limita a subire una imposizione senza comprenderla e dalla quale non impara proprio un bel nulla di nulla. La giustificazione formale è quella che il bambino non sarebbe ancora in grado di comprendere la cosa, ma è una stoltezza colossale. Al contrario, un bambino comprende istintivamente cosa sia la limitatezza delle proprie risorse, ed entro il quinto/sesto anno di vita è perfettamente pronto per "scoprire" la necessità di stabilire un criterio per destinare tali risorse, basta solo guidarlo in tale scoperta. Scoperta che in realtà è già iniziata da tempo, precisamente quando ha smesso di fare i "capricci volitivi" (ossia quelli senza apparente motivo) e la sperimenta ed affina giorno dopo giorno, quando sceglie un gioco rispetto ad un altro: provate ad ascoltare DAVVERO le spiegazioni di due bambini che litigano per quale gioco fare insieme e scoprirete che hanno ben chiaro che le proprie priorità sono differenti ed in conflitto tra loro, solo che non hanno ancora idea di come gestire la cosa se non per mezzo della prevaricazione (e se hanno troppo successo nell'imporsi o troppo insuccesso nel subire, ce li ritroveremo altrettanto prevaricatori o succubi anche mezzo secolo dopo).

Ma non basta. La cosa peggiore, l'errore nell'errore, è che l'imposizione della "priorità nel fare" avviene su una questione delicatissima, con conseguenze nefande che perdureranno a lungo, spesso anche per il resto della vita: da un lato trasformando lo studio da soddisfazione dell'intelletto, quale era fino a quel momento, in una mera necessità, dura necessità, nient'altro che necessità; dall'altro lato togliendo ogni dignità alla curiosità e relegandola al rango quasi di "frivolezza", quando proprio non si ha niente di meglio da fare e tempo in avanzo da sprecare.

Non è certo un problema dei nostri tempi. Da sempre l'essere umano insegna ai propri figli che la soddisfazione del proprio intelletto è un lusso che pochi si possono permettere, mentre parimenti insegna loro che è la necessità che deve avere sempre e comunque la priorità dei propri sforzi. E l'assurdo è che fa questo nel convincimento che tale insegnamento sia nel miglior interesse dei propri figli!

Per concludere, vi "presto" una frase e se vi piace vi autorizzo ad usarla ogni volta che la troviate pertinente, anche senza citarmi, non mi offendo. " Se insegniamo ai nostri figli soltanto a sopravvivere, non ci meravigliamo se poi la loro vita sarà soltanto questo: una continua ed estenuante lotta senza fine per la sopravvivenza. Essi vivranno allora per sopravvivere, invece di sopravvivere per poter vivere. "

Ah, quasi dimenticavo: questo scritto è anche un esempio auto-referente della tesi in esso sostenuta. Infatti non era certo necessario scriverlo, ed anzi, essendo del tutto estraneo al tema del forum, pochi vi troveranno interesse. Ma allora perché l'ho scritto?! Beh, perché mi garbava il farlo, punto. Il che, però, non significa che il mio scrivere sia stato privo di senso, ma implica bensì che in qualche modo le riflessioni che ho presentato hanno soddisfatto prima di tutto il mio intelletto ed ho presuntuosamente (lo ammetto) pensato che parimenti potesse garbare il leggerle anche a qualcun altro. Nessuna necessità, dunque, nessuna costrizione, pur sapendo che avrei avuto anche altre cose da fare, forse più urgenti, eppure non ho comunque dato loro priorità. Ma anche voi, se siete arrivati a leggere tutto fino a qui, perché l'avete fatto?! Sicuri che non aveste qualcosa di più urgente da fare?! Probabilmente sì, ma tant'è avete continuato a leggere. Che vi sia piaciuto o meno, che siate d'accordo oppure no con quanto ho detto, qualcosa vi ha spinto ad arrivare in fondo, e questo qualcosa è "la sete dello spirito", comunemente chiamata curiosità!

Beh, adesso diamo un po' di spazio anche alle necessità: vado a cenare! :lol:
Buona cena anche a voi o buona digestione, a seconda dei casi..... ;)
Che dire, questa frase dovrebbe bastare per far capire tutto ciò che vorrei esprimere, tu capirai benissimo tutto.. "Grazie Antonello"!
"Magia-Amor-Libertad-Humor-Magia y el resto es nada". Juan Tamariz

bicyclesvengali
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Iscritto il: 25/09/2013, 17:44
Località: Padova

07/06/2017, 11:06

Bel post Dani! Sicuramente la maggior parte degli iscritti al forum è nella tua stessa situazione, o perché studia all'università o perché ha gli esami di maturità quest'anno :) studiare sempre e tanto sia per l'università sia per la magia è molto difficile. Io personalmente mi organizzo in maniera molto simile a sness: durante i semestri accademici ripasso quello che i prof hanno spiegato a lezione ma in maniera molto blanda, e ho il tempo per studiare bene anche magia :) in periodo di esami invece la magia purtroppo devo accantonarla o quasi, magari la studio un po' alla sera, e se non ho voglia di leggere perché ho già letto tutto il giorno, guardo un DVD ;)

D'altronde anche questa è la differenza tra professionisti e amatori: un professionista dedica la maggior parte del suo tempo libero allo studio dell'arte magica anche perché è funzionale al suo lavoro, un amatore invece deve dividere le sue 24 ore tra la sua professione e la sua passione.
Di questi tempi si sa che intraprendere la carriera artistica non è la cosa più facile e la maggior parte dei ragazzi sceglie la strada dell'Università invece che del professionismo, ed è anche una cosa normale :) questo però ci deve rendere consapevoli del fatto che il nostro livello di conoscenza e di pratica non potrà mai arrivare a quella di una persona che fa il prestigiatore di lavoro. Spesso quando vado alle conferenze dei grandi nomi della magia mi chiedo: ma come fanno a inventare giochi così/come fanno a fare questa tecnica così bene/come fanno a ragionare così bene sulla teoria....la risposta che mi sono dato è che loro sono esseri umani come noi ( :lol: ), solo che la loro vita ruota intorno all'arte magica, loro si svegliano alla mattina, prendono un mazzo di carte o delle monete in mano e provano, leggono, studiano, riprovano, e questo stimola la creatività e il ragionamento. Noi studenti invece dobbiamo dedicarci soprattutto allo studio, appunto, e abbiamo la mente occupata anche da altro oltre che dalla magia :)

DePa
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07/06/2017, 16:10

Ciao Dani :)
É la situazione in cui mi ritrovo anche io.. purtroppo non tocco un mazzo di carte da quasi due settimane e non é che non abbia idee o di punto in bianco non ci sia più passione :(
Arrivo a casa dall' università per l'ora di cena e dopo non ho le forze per fare qualcosa di mentalmente impegnativo :( come dici tu proprio nemmeno per leggere e ripassare qualcosa dal card college.. mi dispiace tanto, ma é così :(
Se anche tu comunque vedi la magia come una passione che non deve essere imposta, i libri ci aspettano per un momento di maggior "calma" ahah non smetto di emozionarmi grazie alle performance che vedo e sono sicuro che quando riuscirò a riprendere sarà bellissimo :D
P.S.
Colgo l'occasione per scusarmi se sono decisamente inattivo in questo periodo, ma non riesco a fare altrimenti per le ragioni di sopra :(
P.P.S.
Buona maturità Dani e buona sessione di esami a tutti! 💪

Salvi83
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Iscritto il: 16/01/2017, 16:52

07/06/2017, 17:16

bicyclesvengali ha scritto:
07/06/2017, 11:06
Noi studenti invece dobbiamo dedicarci soprattutto allo studio, appunto, e abbiamo la mente occupata anche da altro oltre che dalla magia :)
E meno male direi! Parlavo proprio con un mago professionista il quale ha incontrato diversi grandi nomi nell´arte della prestigiazione e in particolare uno di questi non sapeva parlare d´altro che di magia: famiglia, hobby, interessi, salute, passioni contavano zero. Se provavi a cambiare discorso lui ritornava sulla magia.
Ora immagina che tipo di compagnia saremmo per chi ci circonda se avessi una mente monodimensionale e parlassimo sempre e solo di un unico argomento!
La vita e´ cosi Dani: ci sono tante cose che richiedono e meritano la nostra attenzione, molto più di quanto magari noi vorremmo dedicare loro. Oggi e´ lo studio, domani sarà il lavoro, poi la fidanzata e poi la moglie e la famiglia ci sarà sempre qualcosa a farti compagnia e che richiederà parte del tuo tempo. Fortunatamente ci saranno anche periodi tranquilli in cui si potrà far di più, perciò non aver paura se il tempo che dedichi alle tue passioni e´ inferiore a quello che vorresti! Vedrai e ti renderai conto che alla fine, dopo aver fatto tutto, ci rimane comunque ancora un sacco di tempo a disposizione! Io, ad esempio, rarissimamente guardo film in televisione e questo mi permette già di risparmiare 2 orette che posso usare per far altro! Passa in rassegna le tue attività e vedi se riesci a riscattare 20-30 minuti da qualche attività meno importante -videogiochi? letture non necessarie? YouTube o internet? tv?- vedrai che qualcosa si troverà! Lo so, lo studio e´ attivo e alcune volte siamo cosi stanchi da aver bisogno di svago "passivo", ovvero di sederci e rilassarci guardando o ascoltando ciò che altri hanno già pensato per noi, beh.. anche quello aiuta e ti permette di ritemprarti per fare magari meglio il giorno dopo!
Per quanto riguarda i progressi non credo cambi tanto e te lo dico per esperienza personale: in queste settimane non mi sto esercitando tanto, ma pensa un po´te... quando prendo in mano un mazzo di carte faccio esattamente schifo come prima! :mrgreen:
-Francesco-

bicyclesvengali
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Località: Padova

07/06/2017, 20:29

Certo Salvi, concordo pienamente! Intendevo dire che la vita di un professionista ruota intorno all'arte magica, visto che quella è la sua fonte di guadagno e studiare per migliorarsi e migliorare la qualità del suo lavoro è una cosa fondamentale ;) per la maggior parte di noi invece è una passione, quindi gli viene dedicato meno tempo e ci si approccia ad essa in maniera diversa, ma nessuna cosa è meglio dell'altra. Vanno bene tutte e 2 a patto che quello che facciamo ci piaccia ;)

Salvi83
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07/06/2017, 20:31

bicyclesvengali ha scritto:
07/06/2017, 20:29
Certo Salvi, concordo pienamente! Intendevo dire che la vita di un professionista ruota intorno all'arte magica, visto che quella è la sua fonte di guadagno e studiare per migliorarsi e migliorare la qualità del suo lavoro è una cosa fondamentale ;) per la maggior parte di noi invece è una passione, quindi gli viene dedicato meno tempo e ci si approccia ad essa in maniera diversa, ma nessuna cosa è meglio dell'altra. Vanno bene tutte e 2 a patto che quello che facciamo ci piaccia ;)
Esatto! Anche se a me piace la magia, non quello che faccio che e´ moooolto lontano dall´essere chiamato prestigiazione!! :mrgreen:
-Francesco-

bicyclesvengali
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07/06/2017, 22:19

Salvi83 ha scritto:
07/06/2017, 20:31

Esatto! Anche se a me piace la magia, non quello che faccio che e´ moooolto lontano dall´essere chiamato prestigiazione!! :mrgreen:
Ahahah ma vah sono sicuro che te la cavi egregiamente ;) e anche se non fosse si vede che hai sempre voglia di migliorare, e questo è l'importante :D

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