Miguel Angel Gea

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The Matt
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10/05/2017, 9:54

La previsione di Antonello non si è avverata :twisted: Ecco dunque il resoconto della serata.

Miguel Ángel Gea è un mago della scuola spagnola, allievo tra gli altri di Juan Tamariz, e fa magia professionalmente da oltre 20 anni. Ma non solo. Miguel Ángel Gea è un personaggio genuino. Sono arrivato al Zauberparadies di Zurigo con mezz'ora di anticipo, e lui già stava là dietro al suo tavolino, solo nella stanzetta in cui si tengono i seminari, a ripassare i suoi appunti e ad allenare costantemente le sue tecniche. Saluta me e un altro paio di prestigiatori arrivati presto e attacca subito con il suo pesante accento spagnolo: "Do you want to see a trick?" E già qui, capisco che Miguel Ángel Gea non è lì solo perché è pagato. La magia la ama e la vive. Per i 20 minuti che mancano all'inizio del seminario lancia un effetto dietro l'altro, e ci spiega anche con che tecniche lo ha effettuato. "Che effetto vuole che faccia?" Gli chiedono uno dei problemi di Hofzinser, e lui lo esegue, così, naturalmente. Al seminario assistono poco più di 10 persone, forse 15 contando il gerente del negozio e i suoi collaboratori. Una cifra misera, pensando che io quella saletta l'ho vista piena a scoppiare per Steve Beam - che pur essendo bravo, per me non arriva ai livelli del mago spagnolo.

I CONTENUTI
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Per chi non lo sapesse, un seminario di magia può avere diverse forme e diversi argomenti, ma un format comune è quello di mostrare alcuni effetti in sequenza e poi spiegarli. Non solo spiegare le tecniche - quello son buoni tutti - ma spiegare le sottigliezze, e in questo, il nostro performer di serata, è un genio. Lavorando con monete e carte insieme, ha a disposizione più strumenti del cartomago medio, e li usa tutti. Non ho la memoria per raccontare tutti i contenuti per filo e per segno, ma vorrei menzionare almeno alcuni argomenti della serata, che hanno anche funzionato come fil rouge:

1) Le emozioni:
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Certo, qui sul forum ne abbiamo parlato molto recentemente (vedi http://www.klan52.com/forum/viewtopic.php?f=57&t=12581 ) e lui ha parlato delle emozioni nella costruzione del suo atto magico - non solo nell'atto, ma anche nell'effetto stesso. Per esempio nel suo effetto d'apertura, ci spiega come usa il suo personaggio per creare contrasti di emozioni: "Io sono grassoccio, con il viso tondo, ispiro allegria, e quindi sono molto aperto e tocco lo spettatore, lo abbraccio, gli tocco la mano, sono espansivo". All'inizio dell'effetto (una versione modificata dello "spettatore taglia ai quattro assi") dunque cerca di ispirare fiducia, e soprattutto lascia fare il lavoro allo spettatore, che quindi si sente trascinato nel suo mondo. Al momento in cui si ha la rivelazione dei quattro assi sui quattro mazzetti, il ritmo si alza e il personaggio si "incattivisce": "c'è un asso qui, un asso qui, un asso qui, e spero veramente che anche questa carta sia un asso, se no la mia vita sarebbe veramente orribile!".
Spiega questo contrasto con la necessità di variare il ritmo e di tenere lo spettatore con sé, invece di assuefarlo con uno stile continuo e lineare. Questa è una scelta artistica, ma l'effetto di questa scelta è stupefacente. Quindi: primo "messaggio da portare a casa": la ricerca dell'emozione va cercata attivamente, tramite la propria persona, non tramite la propria tecnica, e soprattutto va pensata.
Un altro punto, abbordato nella seconda parte della conferenza è che il leit motif di ogni prestazione magica è "l'impossibile". Quindi la ricerca di diverse emozioni deve sempre girare attorno a questo. Ridere, scherzare, piangere... ma sempre nell'impossibile.

2) Il ritmo, la gestualità, la misdirection:
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Seguendo gli insegnamenti di Tamariz, Miguel Ángel Gea ha una grande cognizione dell'uso del proprio corpo. Come ogni prestigiatore sa, uno dei grandi problemi quando si effettuano tecniche segrete è quello di non farle vedere. Ci sono due modi per riuscirci: coprirle fisicamente (un braccio, una mano, etc) oppure usare la misdirection. Di misdirection se n'è parlato molto, ma Gea è riuscito a spiegare delle finezze a cui non avevo ancora mai fatto caso. Per fare un esempio, esiste una distinzione marcata tra il momento in cui l'effetto è finito per il prestigiatore (ovvero, non deve più eseguire tecniche) ed è finito per lo spettatore (il climax si è compiuto). Miguel Ángel Gea rende dunque attenti al linguaggio del corpo. In generale, se io non voglio dare importanza a un evento, il mio corpo deve trasmettere l'idea che non è importante: il braccio che la esegue sarà rilassato, si sorriderà, si guarderà altrove mentre la si esegue, etc etc. Questo uso subliminale del corpo è fondamentale della scuola Tamariziana (cfr. i suoi Cinque Punti) ed è una porta da aprire per migliorare come performer. Ci sono altri dettagli dietro alla gestualità, la voce, l'attenzione, etc. Se volete chiedete pure ;)

3) Trascinare lo spettatore nella propria testa:
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Noi stessi come prestigiatori tendiamo a prestare attenzione alle cose magiche che accadono: per costruire un climax però, talvolta bisogna togliere attenzione a qualcosa di magico, in una contraddizione tra quello che il prestigiatore vede e quello che lo spettatore vede. Nell'effetto che ha usato per spiegare questo concetto, l'idea è piuttosto sciocca: fare uscire una carta dal tappo di una penna. Se lo facessimo subito ("scegli una carta, rimettila a posto, toh guarda, ho una penna, oh, guarda nel tappo!") non funzionerebbe per nulla. Quindi lui costruisce: comincia dal mostrare una penna. "Sapete a cosa mi serve una penna? Per scrivere ovviamente!" E poi fa il primo gesto magico: apre il tappo e ne esce una moneta. MA (qui sta il segreto della costruzione dell'effetto): lui non presta attenzione alla moneta. Insomma, nel suo mondo, è perfettamente normale far uscire una moneta dal tappo della penna. E trascina lo spettatore nella stessa idea, o come dice lui "lo spettatore comincia a giocare con me". Il mago crea attivamente la sospensione dell'incredulità.

CONCLUSIONE
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Ieri sera ho passato una serata magnifica, con un prestigiatore che amo e che spero un giorno di incontrare di nuovo. Non si è limitato a una spiegazione meccanistica dei suoi effetti ma ci ha trasportati nel suo mondo, fatto di ragionamenti, logica, filosofia e soprattutto arte. Ho imparato moltissimo. Ho anche colto l'occasione per portargli i vostri saluti e il vostro amore che lui ha ricambiato caldamente. Allego un paio di foto ;)
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The Matt
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10/05/2017, 10:34

Ho dimenticato due citazioni importanti dalla conferenza:

"It's not important how you do the trick. Important is to do the trick"
[quattro monete coperte da quattro carte stanno a quadrato sul tavolo] "Do you know matrix? ... No? You didn't see the movies? You should, they are very good"

:lol: :lol: :lol:
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GabriGrimm
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10/05/2017, 11:05

Sapevo che ti sarebbe piaciuto ;) , un degustatore come te dal palato fino non poteva che apprezzare questo grande artista che spero possa tornare a trovarci.
Bella la foto, peccato per la montatura degli occhiali :lol:
Qual è la cosa che ti piace di più nella tua città?
...i salti alti...

dani magic
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10/05/2017, 11:49

Io ho un paio di richieste quindi se ti va, per piacere, puoi rispondermi :D
1) hai fatto l'esempio della routine della carta nel tappo e hai detto che bisogna far entrare nella testa del mago lo spettatore. Il concetto di non considerare magico qualcosa che lo è (hai fatto l'esempio della moneta) per far crescere il climax mi piace molto. Vorrei sapere se ha fatto qualche altro esempio di come far entrare lo spettatore nella propria testa e se secondo te questo può essere un buon metodo per far crescere il climax.
Quindi mi piacerebbe sapere un po meglio il concetto il concetto di entrare nella testa del mago, sono entusiasta di questa nuova mia scoperta ahahah
2) volevo chiederti anche qualcosa in più per quanto riguarda la misdirection nel controllo dell'attenzione o comunque qualcosa che riguarda l'attenzione (citata da te)

Sei liberissimo di non rispondere dato che forse voglio sapere un po troppo ahahah comunque bella esperienza e grazie per la tua preziosa condivisione. :D
"Creare e comprendere un effetto magico è una scienza. Eseguirlo è un'arte" (Roberto Giobbi)
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The Matt
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10/05/2017, 13:05

dani magic ha scritto:
10/05/2017, 11:49
Io ho un paio di richieste quindi se ti va, per piacere, puoi rispondermi :D
1) hai fatto l'esempio della routine della carta nel tappo e hai detto che bisogna far entrare nella testa del mago lo spettatore. Il concetto di non considerare magico qualcosa che lo è (hai fatto l'esempio della moneta) per far crescere il climax mi piace molto. Vorrei sapere se ha fatto qualche altro esempio di come far entrare lo spettatore nella propria testa e se secondo te questo può essere un buon metodo per far crescere il climax.
Quindi mi piacerebbe sapere un po meglio il concetto il concetto di entrare nella testa del mago, sono entusiasta di questa nuova mia scoperta ahahah
Ha fatto un altro esempio sul far entrare lo spettatore nella testa del mago, mostrando questa routine:

L'idea è che se lui fosse passato dalle carte che si ricorda direttamente alle carte bianche, l'effetto non sarebbe risultato altrettanto potente. Quindi c'è una fase di transizione (le carte che sono cancellate a metà, che il mago si ricorda male). Appena lo spettatore vede il mezzo tre di quadri entra subito nell'idea dell'effetto. E quello già costituisce un climax (perché non ci si aspetta le carte decolorate). Il climax è completato dal mazzo di carte bianche. Anche nel caso della moneta nel tappo, far entrare lo spettatore nella sua testa costituisce un climax, perché ti domandi: "ma dove sta andando a parare con questa moneta? Questo non è un gioco di carte?"
È un buon metodo, ma come tutti i buoni metodi va usato con parsimonia.
2) volevo chiederti anche qualcosa in più per quanto riguarda la misdirection nel controllo dell'attenzione o comunque qualcosa che riguarda l'attenzione (citata da te)
Si tratta di concetti che se non sbaglio sono molto esplorati nei Cinque Punti Sulla Magia di Tamariz (Gabri correggimi se sbaglio), quindi ti rimanderei direttamente a quello. Ma in generale si parla di un coinvolgimento totale del performer e non solo delle parti del corpo che mettono in pratica le tecniche. Un po'come un ventriloquo sarà più illusivo se immagina di dire effettivamente le parole giuste, il prestigiatore deve immaginare di "non star facendo magia", e per farlo tutto il corpo è coinvolto ;)
Per quanto riguarda il controllo dell'attenzione, è una forma sottile di direzione dell'attenzione. Per esempio nel sopracitato effetto della moneta nel tappo, quando la moneta esce lui sta già guardando il mazzo di carte per far selezionare una carta. Ti obbliga a fare attenzione al mazzo, anche nel momento in cui qualcosa di magico è appena accaduto.
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The Matt
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10/05/2017, 13:06

GabriGrimm ha scritto:
10/05/2017, 11:05
Sapevo che ti sarebbe piaciuto ;) , un degustatore come te dal palato fino non poteva che apprezzare questo grande artista che spero possa tornare a trovarci.
Bella la foto, peccato per la montatura degli occhiali :lol:
Cos'hai contro i miei occhiali? :geek:
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bicyclesvengali
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10/05/2017, 14:10

Grande The Matt, l'idea di "recensire" le conferenze a cui assistiamo è molto bella, per le prossime ci penserò anche io ;) hai snocciolato delle perle validissime. Spesso quando eseguiamo una tecnica davanti al pubblico siamo tesi perché abbiamo paura di sbagliarla o che ci sia il rischio che si veda, e ci dimentichiamo che se comunicassimo rilassatezza con il corpo, il pubblico non presterebbe troppa attenzione a quello che stiamo facendo in quel momento e la tecnica passerebbe inosservata, anche se non eseguita perfettamente o se non coperta con il corpo nella maniera migliore! E questo fa capire quanto sia importante non solo l'esecuzione meccanica dell'effetto, ma la comunicazione e il linguaggio del corpo, che possono elevare tantissimo il grado di impatto sul pubblico delle nostre magie :)
Poi la sottigliezza della moneta dal tappo della penna è un esempio del fatto che le sottigliezze fanno la differenza e che solo uno studio profondo della nostra magia e delle nostre routine ci può far capire quali usare, quando usarle e come usarle.
The Matt ha scritto:
10/05/2017, 9:54
Allego un paio di foto ;)
Potete dire quello che volete, ma gli anni passano e The Matt diventa sempre più bello! :lol: :lol:

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The Matt
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10/05/2017, 14:18

bicyclesvengali ha scritto:
10/05/2017, 14:10
Poi la sottigliezza della moneta dal tappo della penna è un esempio del fatto che le sottigliezze fanno la differenza e che solo uno studio profondo della nostra magia e delle nostre routine ci può far capire quali usare, quando usarle e come usarle.
Esattamente! E credo che valga la pena anche far notare che le sottigliezze di alcuni non si adattano a tutti. È fondamentale studiarsi, oltre che studiare gli altri!
The Matt ha scritto:
10/05/2017, 9:54
Allego un paio di foto ;)
Potete dire quello che volete, ma gli anni passano e The Matt diventa sempre più bello! :lol: :lol:
:oops:
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Sardosono
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10/05/2017, 15:49

Meno male che ho fallito alla grande :lol: la "previsione", altrimenti ci saremmo persi questo tuo bellissimo ed ottimo report!!! 8-)

Vorrei dire (tutto IMO) che sotto l'aspetto del feeling tra performer e spettatore, per me la scuola spagnola è quella più raffinata fra tutte e questo approccio di naturale condivisione (del tutto estraneo nella scuola anglosassone) ne è la conseguenza; ma allo stesso tempo ne è anche il motore, in quanto ne permette il diffondersi, fino allo stabilirsi come vera e propria cultura dell'ambiente, realizzando insomma un circolo virtuoso che tende ad estendersi. Quale dimostrazione possiamo constatare, infatti, che i pochi anglosassoni che mostrano condivisione spontanea (da non confondere con quella "forzosa" che rientra nella noblesse oblige delle situazioni) delle finezze del proprio approccio, non a caso hanno lunga frequentazione degli ambienti magici spagnoli, i quali nel tempo hanno fortunatamente influenzato prima il resto d'Europa e poi oltreoceano.
bicyclesvengali ha scritto:
10/05/2017, 14:10
Spesso quando eseguiamo una tecnica davanti al pubblico siamo tesi perché....
Appena ho il tempo provo a sintetizzare in poche righe le mie opinioni sull'argomento (magari le trovate interessanti...)
Antonello

The real secret to magic lies in the performance - David Copperfield

Jack franzo
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10/05/2017, 17:50

sono molto felice che questa esperienza ti sia piaciuta :D e ti ringrazio per queste idee che hai condiviso con noi poveracci che non abnbiamo avuto la fortuna :lol: :D

P.S. questa montatura proprio non va bene...
" un giorno senza un sorriso è un giorno perso " (Charlie Chaplin)

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