"Il triangolo sì" di Stephen Karpan

Considerazioni su effetti, eisibizioni e sull'arte magica in generale.
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Dr.Santoch
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14/03/2018, 15:12

La mia intenzione non è quella di pubblicizzare l'ultimo remix di Renato Zero, bensì di condividere con voi uno spunto di riflessione con il quale guardare alle nostre performances ed al nostro personaggio.

Nel 1968, da un esame della struttura fondamentale delle tragedie del teatro Greco classico, Karpman formulò questa struttura conosciuta come triangolo drammatico.

Immagine

Inizialmente concepita come uno strumento per l'analisi transazionale e più recentemente recuperata da Giovanni Liotti per spiegare dinamiche relazionali nell'ambito del trauma infantile, grazie ad un'intuizione di Eberhard Riese e Topas può anche essere un mezzo per chi vuole eseguire magia di qualità.

La natura della relazione che il nostro personaggio ha con gli eventi magici può essere, quindi, di tre tipi:
  • Persecutore di tipo Asimmetrico +, cioè il prestigiatore ha il completo controllo della magia. Quest'ultima avviene quando e come vuole l'illusionista. La maggior parte dei prestigiatori è ascrivibile in questa categoria.
  • Salvatore di tipo paritetico, Topas fa riferimento a questa categoria come Testimone in quanto la magia avviene in maniera indipendente dal volere del prestigiatore, il quale però la comprende ed è in totale armonia con essa.
  • Vittima di tipo Asimmetrico - che descrive un illusionista che nel bene o nel male subisce la magia, quindi non è in grado di controllare questo potere che sembra avere una propria volontà.
Per fare degli esempi potremmo citare:

Jeff McBride come un esempio di magia asimmetrica +



Lance Burton, invece, presenta spesso un rapporto paritetico con la magia



L'esempio più classico per la magia asimmetrica -, infine è rappresentato da Cardini



Per la chiarezza e la credibilità delle nostre performance, quindi, è importante chiedersi a che categoria apparteniamo assicurandosi che la nostra attitudine sia coerente.
Queste categorie, comunque, non vanno considerate come suddivisioni rigide, infatti in una stessa performance il prestigiatore può passare dall'una all'altra a condizione che questo passaggio sia "spiegato" in qualche modo.

Ad esempio se un prestigiatore è perfettamente padrone dei suoi poteri magici (persecutore), ma nel mezzo di una produzione di carte perde questa capacità e sembra che non sia più in grado di farlo(vittima) potrebbe rendersi conto che avendo esagerato con le produzioni la mano si è stancata, quindi dopo qualche secondo di attesa, magari applicando un po' di ghiaccio e scrocchiando le dita, questa potrà tornare a generare carte e quindi il prestigiatore meraviglia.

Un altro esempio interessante è quello di Xavier Mortimer che parte come vittima del suo bastone e poi diventa testimone cominciando a danzare con lui.



Con questa consapevolezza possiamo guardare le performance dei nostri maghi preferiti e cogliere quelle sfumature che li rendono unici, così da trarre ispirazione e cominciare ad intessere il nostro personale rapporto con l'arte che tanto amiamo.
Inoltre avremo uno strumento per verificare la coerenza del nostro agire e capire se e quali passaggi vanno giustificati e quale sia il modo migliore per farlo.

E voi ci avevate già pensato? A che stile appartenete?
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Sirius
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15/03/2018, 15:48

Molto interessante, ottimo contenuto ! Grazie ;)

magopiter
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16/03/2018, 12:43

interessantissimo.

Flaxer
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17/03/2018, 14:46

Bellissimo. Utilissimo!

musu.marco
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19/03/2018, 7:26

Interessantissimo, grazie mille!

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