Come iniziare?

Considerazioni su effetti, eisibizioni e sull'arte magica in generale.
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Andrea_Megna
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06/06/2018, 18:17

È una domanda che abbiamo sempre tutti noi (maghi) e per questo mi piacerebbe aprire una discussione. Come bisogna iniziare? Quando si incontra una persona per la prima volta che ci chiede "mi fai un gioco?" come è meglio comportarsi?

Non ho mai avuto molte occasioni di fare giochi a perfetti sconosciuti perchè fino ad ora ho sempre mostrato i miei effetti a parenti, amici o amici di amici

Cosa dire, come presentarsi, come esporsi e ovviamente che giochi proporre???

Escluderei qualsiasi gioco che comporti delle carte aggiuntive, gimmick o altro perchè credo che cominciare con un semplice mazzo di carte oltre che a mostrare l'onestà con cui facciamo il nostro operato (facciamo controllare tranquillamente tutto) evita di rompere un possibile climax esponendo lo spettatore a un gioco "troppo forte"

Ma forse mi sbaglio ed è meglio iniziare con un gioco forte e/o visuale per catturare l'attenzione, probabilmente dipende anche dalle situazioni...

Mi piacerbbe molto aprire una discussione costruttiva e evitare risposte riduttive (come "fai carta ambiziosa"), cercando di andare a fondo e capire PERCHÈ è meglio iniziare in un certo modo piuttosto che in un altro

Grazie e scusate se mi sono dilungato troppo ma ritengo che l'argomento sia interesse generale :D

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MarkB
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07/06/2018, 9:33

Beh, diciamo che sollevi un argomento interessante ed alcune ottime riflessioni le hai già fatte e proposte :D

Per il come presentarsi/cosa dire ... beh ... che tipo di mago sei, solitamente? Perché in fondo, se ci pensi, un'esibizione con amici/parenti o sconosciuti dovrebbe essere più o meno equivalente. Il tuo "personaggio mago" non dovrebbe cambiare più di tanto ... altrimenti vorrebbe dire che dovresti comportarti in maniera sempre diversa, condizionato dal "ruolo" che ha lo spettatore davanti a te (è un parente? è un amico? è uno sconosciuto?).

Quello che può cambiare è la presentazione o la scelta degli effetti da eseguire, ma il "come presentarsi" dovrebbe seguire il tuo personaggio, secondo me: se sei una persona che ama fare battute, fai battute, se sei una persona più professionale, comportati in maniera più professionale. Alla fine, la cosa più importante è coinvolgere lo spettatore e questo è più facile se ti comporti naturalmente rispetto al ruolo che ti sei prefissato.

Per il tipo di effetto con cui cominciare, beh ... Dipende :D giochi troppo forti possono "spiazzare" da subito, ma ti taglierebbero le gambe per i successivi effetti, in quanto una buona regola è seguire una specie di crescendo nella progressione di potenza. Fare da subito un gioco potente ti metterebbe in difficoltà se lo spettatore ne dovesse chiedere altri. Inoltre sarebbe difficile guidare lo spettatore nel famoso crescendo di emozioni che fa rimanere una routine memorabile. E' un po' come se in un film horror (paragone un po' ardito, ma rende bene l'idea), nella prima scena dopo i titoli di testa, si vedesse la creatura mostruosa di turno delineata completamente mentre fa cose brutte o sgradevoli. L'impatto sarebbe immediato, ma il resto del film diventerebbe parecchio scialbo e privo di tensione. Tanto, peggio della prima scena non può andare!

Abbandonando la teoria ed andando su temi più pratici, il consiglio che posso darti è di crearti una o due piccole sequenze composte di effetti concettualmente collegati, partendo da uno più semplice ed automatico/semi-automatico ed andando via via in crescendo. Sequenze di due o tre effetti potrebbero essere ottimali. In questo modo hai un paracadute psicologico nel caso arrivi qualcuno dal nulla e ti chieda "mi fai una magia?", cosa che ti evita l'effetto del "Oh cavolo ed ora che faccio?"

Una volta che ti sei creato questa base di partenza ... Puoi improvvisare altri effetti, con la tranquillità di avere comunque delle sequenze paracadute da fare, nel caso in cui non ti venga in mente altro.

Abbandonando la pratica ed andando sul personale, invece, una piccola sequenza base che faccio spesso è:
1) Un piccolo effetto di lettura del pensiero "presente": dopo aver fatto scegliere una carta ed aver chiesto allo spettatore di tenerla in mente, indovino prima il colore, poi il seme e poi il valore
2) Un effetto di lettura del pensiero "futuro": seleziono due carte e faccio compiere delle azioni allo spettatore che lo porteranno ad estrarre due carte dal mazzo. Alla fine, mostro di aver "previsto" le azioni dello spettatore, facendo vedere che le carte della mia previsione sono le gemelle di quelle estratte casualmente dallo spettatore
3) Un effetto finale in cui scrivo il nome di una carta, lo metto nell'astuccio, faccio scegliere una carta a caso allo spettatore e, alla fine, mostro che avevo previsto esattamente che carta avrebbe pescato

(Mi rendo conto che 3 e 2 sembrano simili, ma la presentazione e la libertà di scelta è molto più marcata nell'effetto 3 :D )

Andrea_Megna
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Iscritto il: 18/01/2017, 15:07

07/06/2018, 15:58

Aggiungo un'altro pensiero

Quanta "abilità" è meglio mostrare? Mi capita spesso di iniziare con il triumph semplicissimo dove metà mazzo si trova girato (quello dove la mano sinistra distribuisce ritmicamente mazzettini sopra e sotto). Perdonatemi ma non so proprio a chi debba essere attribuito tale triumph :roll:

La presentazione che utilizzo è "un mazzo di carte puó essere manipolato in tanti modi, pensate che in diverse parti del mondo utilizzano muscugli differenti *mostro tutti i muscugli comuni attribuendone la provenienza* e finisco per mostrare il miscuglio "Caos" (che viene eseguito in un'isoletta sperduta)

Oltre ad abituare lo spettatore alla mia manipolazione delle carte e a renderlo partecipe di una storiella curiosa è anche una buona scusa per mostrare come l'effetto che propongo non dipenda da nessun preordinamento o da leggi matematiche (come la maggior parte dei giochi che conosce la gente e propone agli amici al bar) e che, al contrario, sia inspiegabilmente magico

Che ne pensate?

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MarkB
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07/06/2018, 16:35

Beh, in teoria meno "abilità" mostri, meglio è :D

Però, riferendomi a quello che hai descritto, in realtà tu non mostri "abilità" (nessun triplo mescolaggio carpiato con lancio in aria e ripresa al volo delle carte), bensì fai vedere una serie di miscugli accompagnati da aneddoti e storie, con un magico twist finale, quindi direi che come inizio va benone! :D

Sulla preoccupazione relativa al "mazzo preordinato" invece ... devo essere sincero: fino ad oggi a nessuno spettatore a cui ho fatto giochi o similari è mai venuto in mente di dire o pensare "il mazzo era preordinato". Magari sono stato fortunato io, però non ho mai avuto necessità di dimostrare che non ci fosse un preordinamento. Anche quando c'era :D

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