Wild Card - Tommy Wonder

Considerazioni su effetti, eisibizioni e sull'arte magica in generale.
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Quixo
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17/09/2018, 10:55

Buongiorno a tutti, volevo parlare e condividere con voi la mia personalissima interpretazione ed analisi di questo effetto dell'immenso Tommy Wonder. Spero che possa nascere una bella discussione :D



Per me sono incredibili due cose in particolare in questa performance: il simbolismo dell'effetto ed il personaggio di Tommy Wonder nel momento in cui accade qualsiasi cosa. Mi spiego meglio:

Il prestigiatore sta performando, sta facendo il suo lavoro, quando accade qualcosa che lo distrae dal suo compito: è arrivato il momento del suo hobby, e lui deve farlo. Si vede dalla sua messinscena e dal tono della sua voce che lui ha la totale necessità di far scegliere quella carta, e proprio in quel momento (espediente meraviglioso per la forzatura classica). Quando suona il suo orologio si guarda attorno, è visibilmente agitato e chiede scusa alla sua audience per il suo repentino cambio d'umore. Tutto questo preambolo, a mio parere, fortifica quello che avverrà dopo: la spettatrice deve scegliere una carta che per lui è fondamentale.

Qua arriva un messaggio per me davvero bellissimo, che non viene esplicitato da Wonder, ma che può essere percepito dopo un po': la spettatrice è diversa da tutte le altre persone che hanno preso parte al suo hobby. Tutti gli altri hanno scelto un 4 di Fiori, una carta anonima, ma lei ha preso un Jack di Quadri, una carta molto più importante, più bella e diversa da quelle scelte da tutte le altre persone. In questo modo, la sua spettatrice si sentirà unica rispetto a tutti gli altri spettatori che hanno preso parte a questo suo piccolo hobby, e provocherà in lei e nel resto del pubblico una risata in un primo momento, ma una forte empatia in un secondo. In fondo, Wonder ha fatto un errore e, per qualche ragione, qualcosa non è andato come aveva previsto.

Ma torniamo al suo personaggio ed alla gamma di emozioni che prova all'interno di una performance di nemmeno 4 minuti: lui è inizialmente sorpreso alla vista della carta diversa, subito dopo è deluso, arriva a mostrare della tristezza e poco dopo cerca di consolarsi, guardando il dorso della carta. Gli spettatori vedono benissimo il suo struggersi e smettono di ridere per un momento. Successivamente, cerca un contatto con la sua spettatrice, chiedendole un favore. Quasi sembra un bambino che fa una richiesta apparentemente stupida, ma che rappresenta qualcosa di davvero importante per lui. Avere la stessa carta per lui è un bisogno, anche se rappresenta un hobby "malato" -dato che la sua reazione è effettivamente eccessiva- lui fa passare quanto possa soffrirne per qualcosa che non va come vorrebbe. Ovviamente la spettatrice acconsente alla richiesta del performer, il quale ha potuto usare questi espedienti per far divertire e far provare alla sua audience diverse emozioni (prima risate, poi empatia, poi accondiscendenza e tenerezza).

Qui fa un secondo errore, non riuscendo a trasformare la carta in quella che vorrebbe. Quindi prova nuovamente le stesse emozioni di prima, oltre che un leggero stress, ed il pubblico torna a sua volta nella sua altalena di sentimenti.

Infine, è fantastico il fatto che lui non faccia nulla. Non si vedono mosse, non si vedono maneggi o tecniche di alcun tipo. Semplicemente, la magia avviene tra le sue mani, come se fosse una cosa normale. Usa sempre la stessa mossa, davanti gli occhi degli spettatori, ma in un modo così naturale da non poter proprio destare sospetti. Maneggia le carte come farebbe qualunque persona, e la sua audience non vede nulla se non il miracolo che hanno davanti agli occhi. Wonder non da peso a quello che sta accadendo, semplicemente lui sa che sfregando le carte tra di loro quelle si trasformano, perché è così e basta. E' magia, e la magia avviene nelle sue mani solo perché lui è un mago anche se, in fondo, tutto ciò sembra stupire anche lui.

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Non so se tutto questo papiro sia solo un mio flash mentale o qualcun altro percepisce messaggi simili. Mi piacerebbe avere una discussione con voi per sapere cosa ne pensate. Sarebbe interessante aprire thread simili su meraviglie come quella di sopra. Buona giornata a tutti e grazie per essere arrivati fino in fondo :D

Vi giuro che non mi drogo :? :lol:
If you could spend time with one
great magician, who would it be?


"There is a world of difference beetween a spectator's not knowing how something's done
versus his knowing that it can't be done"
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Randalf
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17/09/2018, 15:39

...io non c'ero... giuro Quixo e lo ammetto qui pubblicamente: alle lezioni di Analisi Magica bruciavo sempre....
Complimenti: con il tuo commento ho rivisto la performance con altri occhi, grazie!

Federico18
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17/09/2018, 19:54

Quixo ha scritto:
17/09/2018, 10:55
Buongiorno a tutti, volevo parlare e condividere con voi la mia personalissima interpretazione ed analisi di questo effetto dell'immenso Tommy Wonder. Spero che possa nascere una bella discussione :D



Per me sono incredibili due cose in particolare in questa performance: il simbolismo dell'effetto ed il personaggio di Tommy Wonder nel momento in cui accade qualsiasi cosa. Mi spiego meglio:

Il prestigiatore sta performando, sta facendo il suo lavoro, quando accade qualcosa che lo distrae dal suo compito: è arrivato il momento del suo hobby, e lui deve farlo. Si vede dalla sua messinscena e dal tono della sua voce che lui ha la totale necessità di far scegliere quella carta, e proprio in quel momento (espediente meraviglioso per la forzatura classica). Quando suona il suo orologio si guarda attorno, è visibilmente agitato e chiede scusa alla sua audience per il suo repentino cambio d'umore. Tutto questo preambolo, a mio parere, fortifica quello che avverrà dopo: la spettatrice deve scegliere una carta che per lui è fondamentale.

Qua arriva un messaggio per me davvero bellissimo, che non viene esplicitato da Wonder, ma che può essere percepito dopo un po': la spettatrice è diversa da tutte le altre persone che hanno preso parte al suo hobby. Tutti gli altri hanno scelto un 4 di Fiori, una carta anonima, ma lei ha preso un Jack di Quadri, una carta molto più importante, più bella e diversa da quelle scelte da tutte le altre persone. In questo modo, la sua spettatrice si sentirà unica rispetto a tutti gli altri spettatori che hanno preso parte a questo suo piccolo hobby, e provocherà in lei e nel resto del pubblico una risata in un primo momento, ma una forte empatia in un secondo. In fondo, Wonder ha fatto un errore e, per qualche ragione, qualcosa non è andato come aveva previsto.

Ma torniamo al suo personaggio ed alla gamma di emozioni che prova all'interno di una performance di nemmeno 4 minuti: lui è inizialmente sorpreso alla vista della carta diversa, subito dopo è deluso, arriva a mostrare della tristezza e poco dopo cerca di consolarsi, guardando il dorso della carta. Gli spettatori vedono benissimo il suo struggersi e smettono di ridere per un momento. Successivamente, cerca un contatto con la sua spettatrice, chiedendole un favore. Quasi sembra un bambino che fa una richiesta apparentemente stupida, ma che rappresenta qualcosa di davvero importante per lui. Avere la stessa carta per lui è un bisogno, anche se rappresenta un hobby "malato" -dato che la sua reazione è effettivamente eccessiva- lui fa passare quanto possa soffrirne per qualcosa che non va come vorrebbe. Ovviamente la spettatrice acconsente alla richiesta del performer, il quale ha potuto usare questi espedienti per far divertire e far provare alla sua audience diverse emozioni (prima risate, poi empatia, poi accondiscendenza e tenerezza).

Qui fa un secondo errore, non riuscendo a trasformare la carta in quella che vorrebbe. Quindi prova nuovamente le stesse emozioni di prima, oltre che un leggero stress, ed il pubblico torna a sua volta nella sua altalena di sentimenti.

Infine, è fantastico il fatto che lui non faccia nulla. Non si vedono mosse, non si vedono maneggi o tecniche di alcun tipo. Semplicemente, la magia avviene tra le sue mani, come se fosse una cosa normale. Usa sempre la stessa mossa, davanti gli occhi degli spettatori, ma in un modo così naturale da non poter proprio destare sospetti. Maneggia le carte come farebbe qualunque persona, e la sua audience non vede nulla se non il miracolo che hanno davanti agli occhi. Wonder non da peso a quello che sta accadendo, semplicemente lui sa che sfregando le carte tra di loro quelle si trasformano, perché è così e basta. E' magia, e la magia avviene nelle sue mani solo perché lui è un mago anche se, in fondo, tutto ciò sembra stupire anche lui.

.
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Non so se tutto questo papiro sia solo un mio flash mentale o qualcun altro percepisce messaggi simili. Mi piacerebbe avere una discussione con voi per sapere cosa ne pensate. Sarebbe interessante aprire thread simili su meraviglie come quella di sopra. Buona giornata a tutti e grazie per essere arrivati fino in fondo :D

Vi giuro che non mi drogo :? :lol:
Veramente complimenti! Sono riuscito a vivere questa performance diversamente grazie a te! È strabiliante come riesca a suscitare in così breve tempo numerosissime emozioni altalenanti, dal riso alla tristezza. Ti ringrazio perché sono riuscito a cogliere diverse sfaccettature che da solo non avrei mia notato! :D
La magia è credere, e credere in se stessi: se riusciamo a farlo, allora possiamo far accadere qualsiasi cosa.
(Goethe)

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Quixo
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18/09/2018, 11:26

Sono contento vi sia piaciuto. Magari ne farò altre in futuro per tenere attiva questa sezione :mrgreen:
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Randalf
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18/09/2018, 13:58

Sure!!!

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Dr.Santoch
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02/10/2018, 11:04

Questa, dal mio punto di vista, è la miglior versione della wild card mai studiata fino ad ora.

L'aspetto metodologico è talmente complesso che per essere compreso fino in fondo va letto dai suoi libri.

Prima di tutto il metodo nudo e crudo si avvale anche di un sistema "meccanico" oltre al classico gimmick che siamo abituati a vedere in molte versioni. Questo gli consente di appoggiare le carte direttamente nella mano dello spettatore e aggiungere così un ulteriore livello di inganno.
Al di là di questa esibizione Wonder soleva eseguire questo effetto nei ristoranti, di tavolo in tavolo, continuando all'apparenza a cambiare la stessa collezione di carta in carta a seconda di quella scelta il tutto "nelle mani del pubblico".
(Scelta che non avviene tramite forzatura classica)

In generale, poi, durante l'esibizione inserisce così tante sottigliezze psicologiche e di direzione dell'attenzione per confermare implicitamente diverse assunzioni degli spettatori e creare proprio la convinzione che le carte siano state viste tutte più volte, faccia e dorso e persino toccate.
Tutte questi dettagli danno una risposta anche alla "too perfect theory" nonostante Wonder la ritenesse infondata e seguono di conseguenza anche "la via magica" come gli fece notare Jamy Ian Swiss durante una conversazione.

Nella presentazione, invece, riesce a dare una giustificazione perfetta per alcuni passaggi che altrimenti risulterebbero profondamente illogici e detrarrebbero forza al risultato finale.

In più possiamo vedere in azione quello che spiega nel suo saggio "second-hand drama".
In parole povere non sta raccontando una storia in cui un altro personaggio ha vissuto una situazione (conflitto di terza mano se mi passate la traduzione); non racconta nemmeno una sua esperienza passata per farla rivivere agli spettatori (conflitto di seconda mano), ma la vive lui stesso in quel momento insieme agli spettatori.
Forse anche grazie al suo background teatrale, inoltre, lo vive in un modo davvero credibile provando lui stesso quelle emozioni e riuscendo a coinvolgere il suo pubblico davvero profondamente.

Partendo da questo e facendo riferimento al triangolo drammatico che avevo brevemente delineato in questa sezione il suo personaggio ha un rapporto simmetrico con la magia.
Non si pone come il mago che controlla tutto solo con il suo volere, ma piuttosto la magia avviene "di per sé"; ha un'entità propria e lui ci si rapporta alla pari.
All'inizio si meraviglia perché vengono scelte carte tutte uguali nello stesso tempo. Questo poi non succede e mentre prova a rimediare rimane "vittima" della magia perché la trasformazione avviene in senso opposto a quello che si aspettava, per poi capire il meccanismo e recuperare l'equilibrio.

Questi sono alcuni elementi che secondo me rendono questa, come altre sue esibizioni, dei veri momenti artistici.
Consiglio a chiunque ne abbia la possibilità di studiare i suoi libri, sono delle gemme!
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Quixo
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03/10/2018, 20:53

Dr.Santoch ha scritto:
02/10/2018, 11:04
Questa, dal mio punto di vista, è la miglior versione della wild card mai studiata fino ad ora.

L'aspetto metodologico è talmente complesso che per essere compreso fino in fondo va letto dai suoi libri.

Prima di tutto il metodo nudo e crudo si avvale anche di un sistema "meccanico" oltre al classico gimmick che siamo abituati a vedere in molte versioni. Questo gli consente di appoggiare le carte direttamente nella mano dello spettatore e aggiungere così un ulteriore livello di inganno.
Al di là di questa esibizione Wonder soleva eseguire questo effetto nei ristoranti, di tavolo in tavolo, continuando all'apparenza a cambiare la stessa collezione di carta in carta a seconda di quella scelta il tutto "nelle mani del pubblico".
(Scelta che non avviene tramite forzatura classica)

In generale, poi, durante l'esibizione inserisce così tante sottigliezze psicologiche e di direzione dell'attenzione per confermare implicitamente diverse assunzioni degli spettatori e creare proprio la convinzione che le carte siano state viste tutte più volte, faccia e dorso e persino toccate.
Tutte questi dettagli danno una risposta anche alla "too perfect theory" nonostante Wonder la ritenesse infondata e seguono di conseguenza anche "la via magica" come gli fece notare Jamy Ian Swiss durante una conversazione.

Nella presentazione, invece, riesce a dare una giustificazione perfetta per alcuni passaggi che altrimenti risulterebbero profondamente illogici e detrarrebbero forza al risultato finale.

In più possiamo vedere in azione quello che spiega nel suo saggio "second-hand drama".
In parole povere non sta raccontando una storia in cui un altro personaggio ha vissuto una situazione (conflitto di terza mano se mi passate la traduzione); non racconta nemmeno una sua esperienza passata per farla rivivere agli spettatori (conflitto di seconda mano), ma la vive lui stesso in quel momento insieme agli spettatori.
Forse anche grazie al suo background teatrale, inoltre, lo vive in un modo davvero credibile provando lui stesso quelle emozioni e riuscendo a coinvolgere il suo pubblico davvero profondamente.

Partendo da questo e facendo riferimento al triangolo drammatico che avevo brevemente delineato in questa sezione il suo personaggio ha un rapporto simmetrico con la magia.
Non si pone come il mago che controlla tutto solo con il suo volere, ma piuttosto la magia avviene "di per sé"; ha un'entità propria e lui ci si rapporta alla pari.
All'inizio si meraviglia perché vengono scelte carte tutte uguali nello stesso tempo. Questo poi non succede e mentre prova a rimediare rimane "vittima" della magia perché la trasformazione avviene in senso opposto a quello che si aspettava, per poi capire il meccanismo e recuperare l'equilibrio.

Questi sono alcuni elementi che secondo me rendono questa, come altre sue esibizioni, dei veri momenti artistici.
Consiglio a chiunque ne abbia la possibilità di studiare i suoi libri, sono delle gemme!
Non posso che essere d'accordo con ogni frase tu abbia scritto in questo commento
If you could spend time with one
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Camillo Porrati
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04/10/2018, 17:13

Scusate ma non conoscevo Tommy Wonder... :roll:

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