Ma non è ovvio?!

Se stai iniziando con la magia, qui puoi porre qualunque domanda.
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marcomoav
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Iscritto il: 26/01/2019, 2:57

26/02/2019, 11:15

Ciao ragazzi,
ho iniziato a studiare cartomagia un paio di mesi fa e ora sto iniziando a mostrare i primi giochi a familiari e amici. Sono entrato però in una continua paranoia per la quale ogni tecnica che utilizzo mi sembra troppo facile da capire per lo spettatore, quasi ovvia. In particolare i break e le doppie prese! Inoltre ho sempre paura che se mi faccio "sgamare" una volta poi da quel momento lo spettatore saprà sempre come faccio.
Qualcuno che vive il mio stesso "dramma"? :D :D

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naryk
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26/02/2019, 12:34

Ciao!
La mia opinione da principiante è fatta di due considerazioni.
Innanzitutto, la paura di sbagliare l'esecuzione di una tecnica ti rende insicuro e questo da un lato o ti porta a sbagliare davvero oppure rende sospettoso lo spettatore (leggi = molto più attento ad osservare ciò che fai). Credo che questo primo punto conduca alla conclusione più scontata: non avere paura di sbagliare ed esercitarsi.
In secondo luogo, solo tu prestigiatore sai che devi eseguire una doppia presa o prendere un break, lo spettatore sa quello che gli dici o quello che vede. Quindi attenzione agli "angoli di visuale" e misdirection sono importantissimi strumenti.
Ad esempio, se usi un break per controllare la posizione di una carta scelta e rimessa "in mezzo al mazzo" puoi 'chiudere' il mazzo (tenendo il break) aspettare e dire qualcosa allo spettatore (eventualmente muovendo le mani) cosicché passi del tempo prima dell'effettivo controllo della carta (con un doppio taglio o altro, ad esempio: << ora la sua carta è dispersa nel mazzo ed ora la disperdiamo ancora di più [la controlli con un doppio taglio e un successivo miscuglio rafforza l'idea di 'dispersione']).
Riassumendo il mio discorso concludo così: ciò che per te è 'naturale' lo sarà anche per lo spettatore.
– Grazie è una parola magica?
– Perché figlia mia?
– Perché quando dico grazie tutti mi sorridono.
(Anonimo)

doriman
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26/02/2019, 15:13

La questione è la gestione dell'attenzione. Non importa quanto tu sia bravo con le tecniche, se uno spettatore è attento e mediamente intelligente capirà a grandi linee come hai ottenuto l'effetto. Ad esempio se una carta si trasforma in un'altra c'è solo una spiegazione: c'è stato uno scambio di qualche tipo. Se lo spettatore lo intuisce non importa quale tecnica hai usato (e se l'hai eseguita bene o meno). Se invece usi i metodi opportuni (parentesi di dimenticanza, fare una domanda allo spettatore, guardarlo negli occhi, ...) rendi magico il gioco perchè non riuscirà a collegare causa ed effetto.
Lo stesso discorso si può applicare ai giochi automatici: la maggior parte sono basati su semplici principi matematici ma è sufficiente costruire una accattivante presentazione per dissimularlo ed ottenere un impatto notevolissimo.
So ideare torture in grado di far piangere anche il Diavolo

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MarkB
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Località: Roma

27/02/2019, 9:47

marcomoav ha scritto:
26/02/2019, 11:15
Ciao ragazzi,
ho iniziato a studiare cartomagia un paio di mesi fa e ora sto iniziando a mostrare i primi giochi a familiari e amici. Sono entrato però in una continua paranoia per la quale ogni tecnica che utilizzo mi sembra troppo facile da capire per lo spettatore, quasi ovvia. In particolare i break e le doppie prese! Inoltre ho sempre paura che se mi faccio "sgamare" una volta poi da quel momento lo spettatore saprà sempre come faccio.
Qualcuno che vive il mio stesso "dramma"? :D :D
Ampliando il tuo arsenale magico, anche se dovessi essere "sgamato", potresti comunque rivisitare un effetto in chiave diversa senza che gli spettatori lo percepiscano :D La tecnica usata è uno strumento per raccontare una storia/suscitare una sensazione, e molte tecniche sono intercambiabili (o addirittura sostituibili con versioni migliori o diverse)

Un esempio classico e semplice è "Indovino la tua carta!": puoi forzarla, ma lo spettatore potrebbe "sgamarti". Allora carta chiave! ... Ma magari quel taglio finale è sospetto, se l'attenzione non è ben gestita. Allora mazzo memorizzato! ... Però se non mischio lo spettatore si insospettisce... Allora mazzo memorizzato + falso miscuglio! E così via, complicando (o semplificando) a piacere :D

Tornando poi alla domanda iniziale: si, questo dramma l'abbiamo vissuto tutti (a livelli più o meno alti :D). Ma l'idea di base, in realtà, è un'altra: se ci pensi, come dico spesso, le doppie prese in realtà non esistono. Ed i break meno che mai :| La carta semplicemente ricompare magicamente in cima al mazzo. O sparisce. Quelle che spariscono sono le peggiori. Sei lì che metti la carta dello spettatore nel mazzo, con la certezza che rimarrà lì e poi ... se ne va. Ma dico io, un po' di educazione! Poi alcune (fortunatamente) sono solo delle burlone e ricompaiono nelle tasche, negli astucci o in posti più o meno assurdi. Ma alcune svaniscono proprio e ti lasciano con un mazzo incompleto. Bah! :D

Scherzi a parte (ma non troppo), come ti hanno già detto, molto fa la misdirection e la gestione dell'attenzione, per gli effetti più complessi. Ma, nella maggior parte dei casi, quello che c'è da sviluppare è la tranquillità dell'innocenza e la forza della naturalezza. Tendenzialmente sono tutte cose che si acquisiscono con il tempo, l'allenamento e la prova su campo :D Se tieni un break in maniera naturale è praticamente impossibile che uno spettatore (non mago e non appositamente rompiscatole) possa anche solo lontanamente pensare che esista un modo comodo per marcare una posizione del mazzo offrendo al contempo un sorrisone innocente ed uno sguardo convincente da "che c'è? io non sto facendo nulla ^_^"

In sostanza, credo che il "tru**o" sia credere per primi alla magia: come ti dicevo, le doppie prese in realtà non esistono; banalmente, le carte scompaiono da sole. Se entri in questo stato mentale di tranquilla tranquillità, lo spettatore non avrà motivo di dubitare di quello che fai :D

In bocca al lupo per il tuo studio e percorso magico! :D

Pietro84
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27/02/2019, 17:07

mi aggiungo al coro: il gioco in se' e la tecnica contano fino ad un certo punto.
E' tutta misdirection di tempo, di spazio...devi parlare, far rilassare la persona a cui fai il gioco, improvvisare quando serve, raccontare un aneddoto che arrichisca la "cornice del quadro" ecc. Penso che questa cosa la si raggiunga col tempo, all'inizio e' sempre "ecco questo e' il gioco vedi? c'e' una carta, la perdo nel mazzo...ma ora e' in cima!"
Poi le carte diventano altro man mano che cresci..diventano persone, diventano storie, diventano fantasmi che scompaiono e riappaiono ecc.
Devi far diventare le carte attori con storie che toccano il subconscio, e lo puoi fare solo nutrendo la tua cultura e personalita' e forse, forse..ottieni la magia.
Ricorda che parti sempre avanti allo spettatore, non avere paura.
Questo almeno e' quello che ho maturato fin qui nel mio piccolo percorso cartomagico. :)

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Vin Brillante
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27/02/2019, 22:05

marcomoav ha scritto:
26/02/2019, 11:15
Ciao ragazzi,
ho iniziato a studiare cartomagia un paio di mesi fa e ora sto iniziando a mostrare i primi giochi a familiari e amici. Sono entrato però in una continua paranoia per la quale ogni tecnica che utilizzo mi sembra troppo facile da capire per lo spettatore, quasi ovvia. In particolare i break e le doppie prese! Inoltre ho sempre paura che se mi faccio "sgamare" una volta poi da quel momento lo spettatore saprà sempre come faccio.
Qualcuno che vive il mio stesso "dramma"? :D :D
Tutte le risposte che ti hanno dato sono super azzeccate...
Sappi che "meno"importanza dai al mazzo e meno gli spettatori gli presteranno importanza.
Ho incominciato ora ad assaggiare il vero(spero) contenuto di fare magia,devi essere tu il conduttore.
Dando più importanza ai tuoi strumenti(carte monete e quant'altro)gli carichi addosso gli occhi di tutti.
Io personalmente cerco di interagire di più con lo sguardo,battute domande,per intrattenerli mentalmente.
A volte ci vuole un po' più impegno,altre no,ma "distraendoli" puoi muoverti con qualche occhio di meno che ti fissa le carte...
"Quello che l occhio vede e l orecchio sente,la mente crede..."

marcomoav
Messaggi: 8
Iscritto il: 26/01/2019, 2:57

28/02/2019, 16:31

Grazie mille a tutti per le risposte, davvero utili! Diciamo che il problema fondamentale è che non riesco più a rimettermi nei panni dello spettatore che ero prima di iniziare a studiare questa fantastica arte, di conseguenza ora tendo a sopravvalutare parecchio la capacità di chi ho di fronte di intuire le tecniche che utilizzo (al netto chiaramente di quelli che possono essere miei errori o inesperienza nel gestire il pubblico)

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Mardox
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Località: TORINO

28/03/2019, 10:17

marcomoav ha scritto:
28/02/2019, 16:31
Grazie mille a tutti per le risposte, davvero utili! Diciamo che il problema fondamentale è che non riesco più a rimettermi nei panni dello spettatore che ero prima di iniziare a studiare questa fantastica arte, di conseguenza ora tendo a sopravvalutare parecchio la capacità di chi ho di fronte di intuire le tecniche che utilizzo (al netto chiaramente di quelli che possono essere miei errori o inesperienza nel gestire il pubblico)
La tua domanda l'ho torvata utile anche per me, perché esprimi le stesse perplessità che ho io. Ho iniziato anche dopo di te ed il poco tempo a disposizione mi rende difficile l'apprendimento. anche per questo ho deciso di iscrivermi ad unl circolo di Magia. Ho capito che Libri, DVD e altro sono importanti, ma ancora più importante è respirare l'ambiente, sentire parlare i veri maghi e imparare da loro.
MI sono piaciute le risposte che ti hanno dato e cercherò di farne tesoro pure io.
Ho capito che sono capitato nel posto giusto :D
Però ti consiglio di cercare nella tua città un circolo, in modo da poter frequentare un posto dove tu possa provare allenarti ed iniziare a farti le ossa in un posto dove il tuo errore non preoccupa nessuno. E' possibile sopratutto agli inizi trovare amici scettici, che facciano di tutto per capire il tru**o. e questo potrebbe anche demoralizzare, cosa che un Mago non può permettersi ;)
Se fossi un vero Mago farei Magie. La prima, diventare Mago!

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