Social Magic - Magia per persone care

Considerazioni su effetti, eisibizioni e sull'arte magica in generale.
Avatar utente
SMW
Messaggi: 4
Iscritto il: 22/04/2021, 9:03

22/04/2021, 10:01

Social Magic

Negli ultimi anni sta riscuotendo un discreto successo un mago amatoriale, Andy Jerxmann, che si esibisce solo davanti ad amici/conoscenti, e mai davanti a un pubblico pagante. Scrive un blog, thejerx, ben visto anche da molti professionisti (come Derren Brown, Joshua Jay, Simon Aronson) per le sue idee, soprattutto riguardanti un nuovo modo di presentare la magia. Lui chiama il suo stile di magia: Social Magic.

È difficile riuscire a definire in modo chiaro questo stile, lui la descrive così: "conversational, interactive magic that's done without the context of a "show." " Ovvero una magia più interattiva, con un ritmo simile a quello di una conversazione, una magia che non venga vista come uno "spettacolino".
Non penso che da una sola frase possiate capire molto, ma anche una descrizione più corposa non aiuterebbe troppo. Spesso si capisce di più con degli esempi, che metterò più in avanti. In ogni caso, l'idea di fondo è che molti giochi e consigli siano pensati per i professionisti, e che quando ci esibiamo in contesti sociali (es. amici e parenti) possiamo sfruttare le caratteristiche di questi contesti per creare delle esperienze molto più magiche dal punto di vista dello spettatore.

Un Esempio

Vi faccio un esempio:
Io e Anna siamo in un bar, dopo aver chiacchierato un po' le dico di voler provare qualcosa.
Apro Google Maps sul mio cellulare e le faccio scegliere un incrocio qualunque della nostra città.
Mi serve un piccolo oggetto, lei mi suggerisce la bustina di zucchero che aveva usato. La prendo e ci segno la data di oggi. Le faccio strappare completamente la parte superiore. Con l'altro pezzo tocco lo schermo del cellulare e il pezzo scompare.
Le dico: "se ha funzionato, dovrebbe essere esattamente all'incrocio tra via X e via Y [quelle scelte da lei]."
Andiamo lì e, senza che io mi avvicini, lei va a uno dei semafori dell'incrocio e trova il pezzo inferiore della bustina di zucchero. Ovviamente con la data di oggi e combaciante con l'altro pezzo.

Questo gioco ha un metodo piuttosto pratico, che non penso di poter rivelare per le regole del forum. Comunque possiamo notare certe caratteristiche interessanti:
- inizia in un luogo e finisce in un altro
- Sembra spontaneo
- È una specie di piccola avventura

Avatar utente
SMW
Messaggi: 4
Iscritto il: 22/04/2021, 9:03

22/04/2021, 10:34

Perché esibirci per i nostri cari

Io credo fermamente che non ci sia niente di più bello che mostrare il nostro hobby, perlomeno quello della magia, alle persone a noi care. È un atto di affetto nei loro confronti, dedicare il nostro tempo per creare un’esperienza magica che possano vivere.

https://youtu.be/M2aJpueIq6E?t=86[/youtube]

“I realized something about magic. […] The magic behind magic isn’t the illusion. It’s that someone cared enough to create the illusion for you.”

Magari starete pensando: ma io mostro spesso giochi ai miei amici/parenti. Ma è probabile che li mostriate come uno spettacolino, e che siano giochi che non sono stati creati con l'intenzione di essere mostrati a qualcuno a noi caro.


È la differenza tra mangiare in un ristorante e cucinare insieme con una persona a noi vicina. Certo, magari il piatto stellato di Cracco sarà cento volte più buono/artistico/bello rispetto a una torta fatta con qualche amico. Ma sarà anche più freddo.

Guardate questo video:
https://youtu.be/gv_9eIJuUT8[/youtube]

E questo è il gioco di magia ispirato dal tipo di interazione vista nel video. Ovvero un cercare di comprendere lo spettatore per potergli poi mostrare un gioco adatto a lui:
Questo video mi ha ispirato a creare un gioco di magia in cui cerco di comprendere nell'arco di più giorni, la mente di uno spettatore, per poi fargli fare un esperimento su misura per lui. (NOTA: avevo scritto questo resoconto in inglese parecchio tempo fa. L'ho tradotto usando in buona parte un traduttore automatico quindi è possibile che ci siano degli errori).

Domenica scorsa ho incontrato un amico di un amico, in visita dalla Germania. È un tipo abbastanza logico, a cui piace la parte "rompicapo" della magia. Si diverte a cercare di capire i segreti dei tru**hi.
Mi sono reso conto che se volevo creare una vera esperienza magica dovevo usare i miei giochi più potenti, e OOTW è probabilmente il miglior gioco di carte in queste situazioni. Combina la tecnica, un mazzo preparato, la misdirection, i intanto lo spettatore si sente come se abbia tutto in suo controllo.
Ma sapevo anche che se l'avessi mostrato come primo effetto, sarebbe sembrato solo un rompicapo, magari impossibile da risolvere, ma pur sempre un rompicapo.
Volevo creare un'esperienza ben più magica, e questo è ciò che ho fatto:

LUNEDI'
Sono andato a cena a casa dal mio amico e ho eseguito Sort Of Psychic, un gioco in cui si cerca di capire come massimizzare il senso di intuizione dello spettatore con una serie di esperimenti, fino a quando non è in grado di tagliare alla sua carta pensata.


MARTEDI'
Ci siamo incontrati per visitare un museo. Dopo la visita ho voluto fare un esperimento: gli ho dato un pacchetto di 8 carte: 4 nere e 4 rosse. Gli ho chiesto di indovinare quali fossero rosse e quali nere. Ne ha indovinate 6 su 8. Gli ho chiesto cosa gli avesse fatto scegliere il colore delle varie carte, ho commentato con un "interessante..." e ho cambiato subito argomento.

GIOVEDI'
Abbiamo deciso di fare qualche gioco da tavolo. Prima di iniziare gli ho chiesto se potevamo fare un ultimo esperimento. Ho detto che avevo studiato il modo in cui intuiva i colori delle carte e c'era una cosa che volevo provare. Gli ho fatto mescolare il mazzo, e gli ho fatto distribuire le carte in due mazzetti: uno per le carte rosse, e l'altro per quelle nere.
Ho detto: "quello che speriamo è che tu riesca ad azzeccare circa il 70%".

Alla fine abbiamo controllato. Era perfetto. tutte le carte rosse erano separate da quelle nere.
Era sconvolto. La sua mente non voleva accettare l'accaduto, cercava di trovare qualsiasi spiegazione ragionevole: -ha scambiato le carte? -No, le ho guardate tutto il tempo... Le carte erano già separate? -No, le ho mischiate...
E non ho trovato nulla, tranne che lui ha separato perfettamente le carte.
Questo è il tipo di reazione che voglio, niente complimenti, niente applausi. Solo un completo scioglimento della mente, un silenzio attonito, un momento in cui il cervello non funziona.



Era sbalordito. La sua mente non voleva accettare quello che era successo, cercava di trovare qualsiasi spiegazione ragionevole: -ha scambiato le carte? -No, le ho guardate tutto il tempo... Le carte erano già separate? -No, le ho mischiate...
E dopo 20 secondi passati a cercare di trovare un senso, rimaneva solo una possibile soluzione: che lui avesse separato perfettamente le carte nere dalle rosse. Nessun applauso, niente complimenti, solo un silenzio. È questa la reazione che voglio.

Avatar utente
esp
Messaggi: 62
Iscritto il: 29/04/2021, 16:34

06/05/2021, 11:36

Ciao, è molto interessante quello che scrivi. Conosco il sito The Jerx e lo trovo estremamente stimolante.

Come dici tu, Andy è una voce fuori dal coro fornisce moltissimi spunti originali di riflessione. Solitamente la teoria magica e mentalistica che leggiamo è ritagliata per professionisti e contesti formali, e sottende spesso il fatto che la performance professionale sia sempre e comunque superiore a quella amatoriale. Andy sostiene invece che la performance amatoriale ha uguale dignità di quella professionale e che, anzi, a volte quella amatoriale può avere una potenza d'impatto più elevata.

Il tuo esperimento mentale su più giorni è molto bello e ci mostra la potenza di questo approccio. Essendo io interessato al mentalismo, ciò secondo me sposta la filosofia del mentalismo al 100%. Uno stile del genere, infatti, rende l'esibizione molto più realistica e d'impatto.

Un altro punto fondamentale della filosofia di Andy è che la performance magica deve avere come protagonisti gli spettatori, non il performer. Potremmo dire che questa massima è banale e che quasi chiunque potrebbe approvarla, ma per Andy è un punto di massima importanza e lo mette in pratica ovunque e al massimo grado.

Gaber_Ricci
Messaggi: 104
Iscritto il: 17/02/2016, 23:31

18/05/2021, 11:25

Conosco Andy ed amo il suo lavoro, ma secondo me l'assunto che fare social magic significhi rinunciare all'aspetto "teatrale" della magia è fallace, o meglio: è l'ennesima dimostrazione che noi vediamo le cose da maghi, e non da spettatori. Si può "sfumare" il confine, si possono rendere meno bruschi i passaggi... ma una prima volta che ti sei esibito per qualcuno, quel qualcuno lo sa che sei un mago, ed allora si rende conto di quando transiti da "amico" a "mago". Certo, con gli sconosciuti è diverso... ma allora dove finisce l'aspetto social di questo tipo di magia? Certo in alcune condizioni particolari può davvero succedere di fare magia senza "salire sul palco"... ma qui siamo più nell'ambito del magic experience design alla Tomatis/Buscema, che della social magic.
But she'd never met anyone quite like the Jack of Hearts (Bob Dylan)

Avatar utente
esp
Messaggi: 62
Iscritto il: 29/04/2021, 16:34

18/05/2021, 14:00

Ciao Gaber. Premetto che trovo estremamente interessante quello che scrive Andy perché è un punto di vista fresco e largamente inesplorato. Condivido anche molto, ma non tutto di quello che afferma.
Gaber_Ricci ha scritto:
18/05/2021, 11:25
secondo me l'assunto che fare social magic significhi rinunciare all'aspetto "teatrale" della magia è fallace, o meglio: è l'ennesima dimostrazione che noi vediamo le cose da maghi, e non da spettatori. Si può "sfumare" il confine, si possono rendere meno bruschi i passaggi... ma una prima volta che ti sei esibito per qualcuno, quel qualcuno lo sa che sei un mago, ed allora si rende conto di quando transiti da "amico" a "mago". Certo, con gli sconosciuti è diverso... ma allora dove finisce l'aspetto social di questo tipo di magia? Certo in alcune condizioni particolari può davvero succedere di fare magia senza "salire sul palco"... ma qui siamo più nell'ambito del magic experience design alla Tomatis/Buscema, che della social magic.
Concordo con te che la questione qui è sfumata. La lezione che ho preso da Andy su questo punto è che la presentazione, compreso come si parla, deve essere informale se il contesto è informale. E per presentazione informale non intende solo il dare del tu o simili, ma di avere un modo di muoversi e di parlare coerente con come ci si muove e si parla normalmente. E' quel transitare da "amico" a "mago" che Andy vuole evitare.

Tra l'altro, Andy è un grande sostenitore dell'esibirsi anche e soprattutto per estranei.

Gaber_Ricci
Messaggi: 104
Iscritto il: 17/02/2016, 23:31

18/05/2021, 22:16

Io francamente non condivido del tutto quel suo punto di vista. Non c'è nessun modo naturale di passare da una conversazione informale a tirare fuori un mazzo di carte... a meno che non si debba giocare a ramino!:-) Ciò che davvero mi piace della filosofia di Andy è il suo invito ad allargare la mente su ciò che l'arte magica può fare: ad esempio, trovo interessantissimi i suoi suggerimenti sul "diluire nel tempo" un effetto.
But she'd never met anyone quite like the Jack of Hearts (Bob Dylan)

Avatar utente
esp
Messaggi: 62
Iscritto il: 29/04/2021, 16:34

20/05/2021, 7:52

Gaber_Ricci ha scritto:
18/05/2021, 22:16
Io francamente non condivido del tutto quel suo punto di vista. Non c'è nessun modo naturale di passare da una conversazione informale a tirare fuori un mazzo di carte... a meno che non si debba giocare a ramino!:-)
Se ci si vuole esibire spesso, concordo con te. Ma qualche performer potrebbe decidere di eseguire effetti solo nel contesto giusto, a discapito della frequenza. Comunque tieni presente che ci sono moltissimi effetti non eseguibili con le carte oltre al fatto, come accennato ironicamente tu, ci sono persone che hanno gruppi di persone con cui giocano a carte periodicamente.

Aggiungo anche che Andy non esegue un effetto solo con queste condizioni. Ho letto più volte che può usare anche un hook basic tipo: "E' da un po' di giorni che sto lavorando su una cosa, posso avere un tuo parere?".
Gaber_Ricci ha scritto:
18/05/2021, 22:16
Ciò che davvero mi piace della filosofia di Andy è il suo invito ad allargare la mente su ciò che l'arte magica può fare: ad esempio, trovo interessantissimi i suoi suggerimenti sul "diluire nel tempo" un effetto.
Concordo al 100%.

Gaber_Ricci
Messaggi: 104
Iscritto il: 17/02/2016, 23:31

20/05/2021, 10:43

Ma io infatti non sono uno che si esibisce spesso (anche per colpa del maledetto Covid), e cerco sempre di costruire il contesto giusto in cui eseguire i miei effetti (e siccome il più delle volte io faccio magia one to one, la cosa mi consente di personalizzarli il più possibile). Tuttavia, proprio per questo, non è credibile, secondo me, che uno ti veda ancora come "il mio amico", per quanto strano, nel momento in cui ti metti a dire/fare cose che non sono usuali in una conversazione. Secondo me la linea di confine c'è comunque, e quella di Andy è solo una tecnica di "framing" (per usare la definizione di Eugene Burger) particolare.

Per altro... io trovo difficile esibirmi, se prima non ho appunto detto che sono un mago. Questo perché altrimenti si rischia davvero di passare per stramboidi, che è una delle cose che Andy dice spesso di voler evitare. Anzi, ti dirò di più: quando mi esibisco, è perché sono uscito di casa specificatamente con un "accordo" per farlo.
But she'd never met anyone quite like the Jack of Hearts (Bob Dylan)

Avatar utente
esp
Messaggi: 62
Iscritto il: 29/04/2021, 16:34

20/05/2021, 15:15

Gaber_Ricci ha scritto:
20/05/2021, 10:43
non è credibile, secondo me, che uno ti veda ancora come "il mio amico", per quanto strano, nel momento in cui ti metti a dire/fare cose che non sono usuali in una conversazione. Secondo me la linea di confine c'è comunque, e quella di Andy è solo una tecnica di "framing" (per usare la definizione di Eugene Burger) particolare.
Non mi illudo di riuscire a eliminare totalmente il confine tra le mie due personalità, ma ci provo e in parte riesco e in parte no. In parte ci riesco perché io adoro la filosofia, la logica, la psicologia, i rompicapo nel senso più generale possibile, quindi questi miei interessi sono sempre con me e le persone che mi conoscono (quelle per cui eseguo degli effetti) sanno che quelli sono i miei interessi. E quegli interessi si collegano con le cose strane che alcune volte gli mostro: alcune volte gli mostro un dilemma morale, altre volte un problema della teoria dei giochi, altre volte un paradosso logico, altre ancora un vero esperimento psicologico... e altre volte un esperimento di mentalismo.
E, come scrivevo in un altro thread, più o meno la mia cornice narrativa/esplicativa è un misto tra psicologia e mistero, non parlo di spiriti o di altre questioni occulte.
Gaber_Ricci ha scritto:
20/05/2021, 10:43
Anzi, ti dirò di più: quando mi esibisco, è perché sono uscito di casa specificatamente con un "accordo" per farlo.
Capisco. Ma non vorrei mai limitarmi a fare qualche effetto solo quando mi sono pre-accordato con qualcuno. Mi toglierei parte del divertimento e delle opportunità, e toglierei l'effetto sorpresa allo spettatore.

Avatar utente
SMW
Messaggi: 4
Iscritto il: 22/04/2021, 9:03

21/05/2021, 22:24

Penso che sia fondamentale capire che non stiamo cercando di fare giochi di magia senza che lo spettatore se ne accorga. Lo spettatore deve capire (anche se non per forza all'inizio) che abbiamo fatto una "magia". Altrimenti sì, passiamo per stramboidi.



@esp: te hai il libro TOY? Io l'ho trovato incredibile

Rispondi
  • Informazione
  • Chi c’è in linea

    Visitano il forum: Nessuno e 0 ospiti